CRISI

Bancari, 19mila lavoratori a rischio

Protestano i sindacati. Entro il 2015 prevista la chiusura di 2720 sportelli. Dal 2011 persi 35mila posti di lavoro nel settore.

Almeno 20mila bancari in Italia rischiano il posto, ed esplode la protesta in tutta Italia. Dal Monte dei Paschi alla Bpm, da Ubi a Unicredit e Intesa, sarà un autunno caldo per il settore del credito. 
DAL 2001 A OGGI PERSI 35MILA POSTI. Le stime basate sui piani industriali prevedono circa 19mila esuberi e 2.720 sportelli da chiudere entro il 2015, in un settore che attualmente conta 330mila dipendenti e che ha perso dal 2001 ad oggi 35mila lavoratori con i prepensionamenti volontari e incentivati, un presupposto che ora qualche banca sta cercando di mettere in discussione.
USCITE ANTICIPATE, TROPPE O TROPPO POCHE. Sulle uscite anticipate le trattative sono molto diverse a seconda dell’istituto. A Cariparma (Credit Agricole) il piano industriale prevedeva 360 pre-pensionamenti e le domande arrivate sono state 700; ora si sta trattando per accoglierne il maggior numero possibile. Sul versante opposto Bnl (Bnp Paribas) per il momento ha procrastinato l’uscita dei 370 esuberi, già decisi nel 2011, per verificare alla luce dei decreti governativi qual è la sorte di chi va in pensione prima del tempo.
PROBLEMI ANCHE PER INTESA E MPS. Il problema sta complicando ulteriormente la trattativa anche a Intesa, dove le vecchie previsioni di esuberi, 4.500 persone, sono state bloccate per l’entrata in vigore della riforma Fornero. Qualcuno, oltre a chiudere sportelli, ne vuole aprire di nuovi (ad esempio Bper ne taglierà 50 ma ne aprirà 25 in altre aree) ma la tendenza è in genere opposta. Lo prova il caso di Mps, con i sindacati fortemente contrari all’esternazionalizzazione di 2.360 lavoratori. La trattativa dovrebbe riprendere il 24 agosto.

 

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