TEXAS D'ITALIA

Basilicata, scoppia la guerra del petrolio

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Il governo impugna la legge regionale che ha bloccato le nuove ricerche.

Basilicata bocciata dal Governo. Oltre ai provvedimenti per la seconda fase del rilancio economico, l’esecutivo ha deciso nell’ultimo Consiglio dei ministri di impugnare la legge regionale della Basilicata, la n. 16 dello scorso 8 agosto (si veda anche Economiaweb del 13 agosto 2012), con la quale è stato disposto il blocco delle autorizzazioni per nuovi permessi di ricerca di idrocarburi.
Secondo il Governo, la legge regionale lucana viola l’articolo 117 della Costituzione.
Ma la decisione presa in Consiglio dei ministri ha il carattere di un’improvvisa inversione di marcia, se si pensa che pochi giorni fa l’orientamento di Palazzo Chigi era quello di non impugnare la legge lucana sulla moratoria delle perforazioni. Non è escluso che la scelta dell’impugnazione sia da intendere come una risposta  alla  Regione Basilicata, intenzionata a rivolgersi, per violazione dell’articolo 38 della Legge n. 134/2012 (“Decreto Sviluppo”), sempre alla Consulta. La norma in questione prevede, in caso di mancata espressione da parte delle amministrazioni regionali degli atti di assenso o di intesa in materia di infrastrutture energetiche, quindi anche permessi di ricerca di idrocarburi, pieni poteri decisori alla Presidenza del Consiglio.
UNA “GUERRA COSTITUZIONALE”. L’Ola (Organizzazione lucana ambientalista) ritiene che sia scoppiata per il petrolio estratto in Basilicata, dove si trovano i giacimenti sulla terraferma più prolifici d’Europa, una vera e propria “guerra costituzionale”. «Come mai la decisione del Consiglio dei ministri di pochi giorni fa?», si domanda Pietro Dommarco dell’Ola. «Non è escluso», dice, «che il Governo abbia subìto pressioni dalle multinazionali dell’oro nero».
Quello che sta accadendo sembra tanto un pasticciaccio all’italiana. «L’impianto della moratoria petrolifera come strutturato», prosegue Dommarco, «era già in odore di incostituzionalità, in quanto ha disposto che la Regione Basilicata non rilascerà più alcuna intesa per prospezione e ricerca di gas e petrolio su proprio territorio».
DE FILIPPO: «L’IMPUGNAZIONE NON MMI PREOCCUPA». Il governatore Vito De Filippo ostenta sicurezza e sottolinea il “servizio” reso dal sottosuolo della sua regione all’intero Paese. «Non mi preoccupa», afferma De Filippo, «l’impugnazione di una norma la cui forza è costruita più sulla natura amministrativa degli atti. Prima di avere la pretesa di darci lezioni di diritto, tutti dovrebbero dire diecimila volte grazie alla Basilicata per l’impegno profuso sotto il profilo energetico».

Sospeso il bonus carburanti da 100 euro.

Il petrolio estratto in Basilicata tiene banco anche per il bonus carburanti di 100 euro del quale si sono avvalsi i lucani all’inizio dell’anno per fare benzina gratuitamente.
La somma rischia di non essere più messa a disposizione. Una seconda ricarica dell’apposita card era prevista in questi giorni, ma per ora il bonus è sospeso.
L’OPPOSIZIONE DELLA REGIONE VENETO. Ciò a causa della sentenza del Tar Lazio, la numero 4172/12, che ha accolto il ricorso della Regione Veneto contro l’erogazione del bonus solo ai lucani, come da decreto interministeriale del 12 novembre 2010. Il Ministero dello Sviluppo economico ha annunciato che si rivolgerà al Consiglio di Stato. E se anche il supremo organo della giustizia amministrativa confermasse la sentenza del Tar Lazio? Qualcuno addirittura prevede un intervento di Equitalia contro i 220mila lucani, che hanno beneficiato del bonus carburanti, per la restituzione dei cento euro già percepiti.

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