IL RAPPORTO

Bilancia commerciale, verso il pareggio

L'export si conferma l'unica leva di sviluppo dell'economia italiana.

«Quest’anno, complice un forte rallentamento delle importazioni, ci avviciniamo al raggiungimento del pareggio della bilancia commerciale per la prima volta dopo 12 anni». Lo ha detto il presidente dell’Agenzia Ice, Riccardo Monti, presentando il rapporto 2011-2012 “L’Italia nell’economia internazionale”. «Dall’analisi del 2011 e della prima parte del 2012  è stato confermato che l’export è di fatto l’unica leva di sviluppo della nostra economia».
SI DEVE PUNTARE SUI MERCATI IN ESPANSIONE.«Nei primi cinque mesi dell’anno si é confermata l’urgenza dell’Italia della necessità di riposizionarsi su mercati a più alta crescita, dal momento che c’é stato un aumento del 9,3% in valore dell’export extra Ue e un -0,1% dell’export Ue», ha detto Monti, ricordando che Germania e Francia hanno fatto meglio di noi. Il dato, secondo il presidente dell’agenzia Ice, «conferma la necessità di ripartire con una campagna per l’internazionalizzazione. I distretti che soffrono di più sono quelli orientati verso l’Europa, ma il modello di sviluppo italiano che si basa su distretti è molto valido: hanno dimostrato capacità di tenuta e di penetrazione sui mercati».
GIOVANNINI: IL NOSTRO SISTEMA DI EXPORT SI DIMOSTRA REATTIVO. «Il nostro sistema di export si conferma reattivo, ha saputo recuperare i livelli ante crisi e continua a svilupparsi» Lo ha detto il presidente dell’Istat Enrico Giovannini, presentando il rapporto Ice 2011-2012, sottolineando che «anche giugno mostra segnali di forte vitalità». Giovannini ha indicato che per il 2012 «dovremmo avere un leggero contenimento della quota di mercato. Il punto chiave è che si cresca e che la domanda estera netta contribuisca al pil. L’unico elemento che in questo momento sta tirando è la domanda estera netta», ha detto Giovannini, evidenziando che i consumi rallentano, l’incertezza fa risparmiare di più e gli investimenti languono. «E’ importante che questo settore contribuisca sempre di più alla crescita e bisogna essere sulle produzioni ad alto valore». Il presidente dell’Istat, più in generale, ha quindi sottolineato che «pensare che il miracolo italiano degli anni ’60 si ripeta solo perche’ siamo bravi non basta più: serve un investimento continuo, perché la competizione è aggressiva e dobbiamo aiutare il Paese a riflettere sui punti di forza ma anche di debolezza».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Devi essere loggato per scrivere un commento Login o Registati