RIASSETTO

Camfin, è quasi fatta per il bond

Allo studio l'emissione di un'obbligazione convertibile in azioni Pirelli. Sembra perdere terreno l'ipotesi che i Malacalza prendano il controllo.

Marco Tronchetti Provera

Sulla ristrutturazione del debito Camfin la questione dovrebbe essere chiusa, con la finanziaria che intende emettere un bond convertibile in azioni Pirelli da 150-200 milioni di euro; ma il secondo azionista, la famiglia Malacalza, si è detta disposta a investire nel gruppo e anche a prenderne il controllo, contrariamente all’orientamento del primo azionista, la Gpi di Marco Tronchetti Provera.
L’IPOTESI MALACALZA RITENUTA IRREALISTICA. Se il bond fosse sostituito da un aumento di capitale da 150 milioni di euro e Gpi non aderisse , la holding di Tronchetti Provera si troverebbe diluita al 25% circa dall’attuale 42%. Camfin capitalizza in borsa poco più di 250 milioni di euro. L’eventualità è però definita irrealistica da alcune fonti, citate da Reuters: il cda Camfin del 10 agosto ha infatti deliberato con una maggioranza di 12 consiglieri su 15, che comprende anche alcuni rappresentanti delle banche creditrici, di seguire la strada del bond convertibile in azioni Pirelli, per raccogliere risorse con le quali estinguere parte del debito bancario.
UNICREDIT E INTESA DISPONIBILI A STRUTTURARE IL BOND. Camfin ha già ricevuto la disponibilità di Unicredit e Intesa Sanpaolo a strutturare un prestito obbligazionario convertibile. Nella finanziaria la Gpi di Marco Tronchetti Provera detiene il 42% circa e due soci a lui storicamente vicini come Carlo Acutis e Massimo Moratti complessivamente l’11% circa. La famiglia Malacalza, attraverso Hofima, controlla il 12,1% di Camfin, ma anche il 31% di Gpi. Marco Tronchetti Provera detiene la maggioranza assoluta di Gpi.
Camfin deve rinegoziare il debito perchè non ha raggiunto l’obiettivo fissato dagli accordi con le banche. Gli stessi accordi prevedevano come soluzioni da praticare in questo caso: un bond convertibile nelle azioni Pirelli detenute da Camfin, ma non controllate dal patto, che è la soluzione che si sta studiando; un aumento di capitale; percorsi alternativi da valutare con le banche.di gruppi coinvolti.
IL NODO DI PRELIOS. E tra pochi giorni potrebbe sorgere un nuovo problema con i conti di Prelios, attesi a fine mese. Nei giorni scorsi il titolo è caduto in Borsa sulle attese di nuove svalutazioni e sui timori che fosse quindi necessario un aumento di capitale. Una possibilità di questo tipo creerebbe nuova pressione su Camfin, che è il primo azionista della società.
La quota Camfin è pari al 14,8% del capitale. Una partecipazione di poco superiore è controllata da Generali , Mediobanca, Benetton e da alcuni fondi, il 69% è flottante sul mercato. La holding controlla anche il gruppo degli pneumatici Pirelli, Cam Partecipazioni, servizi amministrativi, e il Fondo Vivaldi, che detiene terreni in provincia di Milano.

Una Risposta a Camfin, è quasi fatta per il bond

  1. enrico

    Certamente MOLTO più saggia la proposta di Malacalza.

    Tronchetti, non so, ma mi sembra ultimamente un po’ a corto di “idee”!!!

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