IMMOBILIARE

Casa, il mercato crolla del 19,6%

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I dati Ance: la produzione è tornata ai livelli degli anni 70, persi 500 mila posti di lavoro. Buzzetti: «No Imu su nuove abitazioni in vendita».

Paolo Buzzetti, presidente Ance

Nei primi tre mesi del 2012 il mercato immobiliare residenziale ha registrato un crollo del 19,6% rispetto allo scorso anno. Il dato è stato elaborato dall’Associazione nazionale dei costruttori edili (Ance) che per voce del presidente, Paolo Buzzetti, all’assemblea annuale ha messo in evidenzia il  peggioramento dello stato di salute del settore.
INVESTIMENTI 2012 IN CALO DEL 6%. La crisi continua a mordere il settore delle costruzioni. «Per il 2012 si prevede un calo degli investimenti (-6%) superiore al 2011 (-5,3%) e superiore alle stime previste (-3,8%) per quest’anno», ha detto Buzzetti che ha aggiunto: «siamo logorati da anni di crisi, durante i quali si sono persi, compreso l’indotto, 500 mila posti di lavoro. La perdita produttiva tra il 2008 e il 2012 ha raggiunto il -26% in termini reali, ovvero 43 miliardi in meno, e ha riportato i livelli di produzione a metà degli anni ’70». Sempre secondo i dati hanno chiuso 40 mila imprese dalla fine del 2009, molte sono sull’orlo della chiusura, di queste molte sull’orlo del fallimento.
FISCO TROPPO PESANTE: IL 54,5% SU EDILIZIA. Per i costruttori «il carico fiscale é diventato davvero insostenibile, siamo al 45% del Pil, che raggiunge, in termini reali il 54,5%». Lo ha affermato il presidente dell’Ance «solo gli immobili il fisco pesa ormai per 55 miliardi di euro l’anno, anche a causa della nuova patrimoniale sulla casa introdotta con l’Imu, balzello che è valso all’Erario, solo per la prima rata 9,5 miliardi di euro».
BUZZETTI, NO ALL’IMU SU APPARTAMENTI IN VENDITA . «Quello dell’Imu è un cantiere aperto, che deve necessariamente cambiare: non è giusto che le nostre imprese, uniche nel mondo industriale, paghino l’Imu sui prodotti che realizzano per la vendita». ha detto Buzzetti che ha aggiunto: «noi partecipiamo allo sforzo della comunità e quindi subiamo, come tutti del resto, il costo dell’Imu sugli immobili che utilizziamo per la nostra attività, ma non accettiamo di pagare un’imposta patrimoniale su prodotti realizzati per essere venduti. Questo rappresenta una grave distorsione».

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Una Risposta a Casa, il mercato crolla del 19,6%

  1. giovanni

    Il mercato immobiliare come quello industriale vanno regolati ed incentivati con giuste politiche fiscali. In italia le tasse sul lavoro sono altissime (IRPEF, IRAP, tasse sui guadagni..) e quelli sui beni immobiliari sono molto basse. L’IMU su una prima casa normale è molto inferiore all’IRPEF di un mese in una busta paga da 1200 euro netti. Non solo ma gli immobili non portano in attivo il bilancio commerciale del paese a differenza di una seria ripresa industriale. Il declino italiano è iniziato nel 1600 per difendere il latifondismo a scapito dell’avvio dell’industrializzazione ed anche ora siamo in mano agli immobiliaristi, che poi sono dietro a tutte le crisi passate (giappone, usa, spagna etc…) per non parlare del consumo inutile del territorio e corruzioni varie, e se non riusciamo a cambiare politica saremo un paese di appartamenti invenduti e incapace di produrre qualsiasi bene.

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