ASSICURAZIONI

Concambi, Fonsai concede a Unipol il 61%

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Quattro ore di riunione e poi una proposta che è lontana dall'offerta di Unipol (che vuole 66,7%) e anche dalla soglia di compromesso del 62%.

Jonella Ligresti e suo padre Salvatore

Quattro ore di riunione. E alla fine la proposta mediana sui concambi non c’è stata. Il consiglio di amministrazione di Fondiaria-Sai (Fonsai) rimane agganciato a quelli che, ormai, tutti considerano i desiderata della famiglia Ligresti. A fronte del 66,7% preteso da Unipol a valle del processo di integrazione con la compagnia assicurativa, il cda ha deciso di rispondere offrendo il 61%.
La proposta formulata dal consiglio (con l’unico voto contrario del consigliere indipendente Salvatore Bragantini), che il 17 maggio ha visto l‘uscita di un terzo consigliere indipendente,  nelle prossime ora sarà inoltrata ai cda di Premafin e Milano Assicurazioni per trovare una posizione condivisa e per conoscenza anche ai vertici del gruppo bolognese che a questo punto dovrà decidere se cedere alle richieste dei Ligresti oppure no.
L’IPOTESI DI UN’INTESA AL 62%. Nei giorni scorsi si era parlato della possibilità di raggiungere un’intesa sul 62% (61,8% per l’esattezza). E la mossa fatta dal consiglio di Fonsai, abbassando di un punto percentuale la quota della compagnia destinata a essere controllata a Unipol dopo l’integrazione sembra mettere una volta di più alla prova la volontà della compagnia guidata da Carlo Cimbri di andare fino in fondo.
DISTANZA ANCHE SUL RESTO DELL’ASSETTO. Stando al progetto di Fonsai, l’assetto dell’azionariato della compagnia post fusione sarà così composto: 61% Unipol,  27,45% ai soci di Fondiaria-Sai, 10,70% a quelli di Milano Assicurazioni, 0,85% a quelli Premafin.
Anche qui, si registra il permanere di una sostanziale distanza dalla posizione di Unipol. Bologna, lo scorso 19 aprile, ha chiarito ai consigli delle società della galassia Ligresti (la holding Premafin e le controllate Fonsai e Milano) che, a valle del processo s’integrazione, le quote che spetteranno ai soci di Fonsai potranno attestarsi tra il 22,5% e il 22,9%; a quelli di Milano, invece, andrà una porzione compresa tra il 9,9% e 10,3% e a quelli di Premafin, invece, potrà andare una quota compresa tra 0,3% e 0,5%.
PREMAFIN, INVECE, CHIEDE ALMENO LO 0,98%. La proposta formulata dal cda di Fonsai non è in linea nemmeno con quella approvata, sempre il 17 maggio, dal board di Premafin. Il cconsiglio della holding ha deciso, preso atto delle indicazioni dell’advisor Leonardo e del parere del comitato parti correlate, di proporre che la quota di pertinenza degli attuali azionisti della società nel capitale ordinario della nuova compagnia sia compresa tra lo 0,98% e l’1,66%.
Questione di giorni, se non di ore, e finalmente sarà possibile capire se tra le parti si potrà arrivare a un punto d’incontro oppure no.
PROSEGUE L’ANALISI DELLA PROPOSTA SATOR PALLADIO. Fonsai in ogni caso si lascia aperta una soluzione alternativa. Il consiglio, infatti, ha deliberato di approfondire i termini della proposta di Sator (società che partecipa News 3.0, editore di questo giornale) e Palladio «precisando che tale approfondimento sarà interrotto laddove la proposta formulata» sui concambi per il progetto della ‘Grande Unipol’ «fosse condivisa da tutte le società coinvolte».

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