LA DIASPORA

Confapi, le piccole imprese si dividono

Scontro all'assemblea di Roma. I rappresentanti di 15 associazioni lasciano l'assise.

L'imprenditore umbro Gabriele Chiocchi, leader dei separatisti di Confapi.

Doveva essere l’assemblea per l’elezione del nuovo presidente. Ma la riunione che la Confapi (Confederazione italiana della piccola e media industria privata) ha tenuto il 26 luglio a Roma, si è trasformata nel teatro dello scontro fra fazioni opposte.
CHIOCCHI GUIDA LA DIASPORA. Capeggiati da Gabriele Chiocchi, fino a questo momento presidente di Confapi Umbria, i rappresentanti di 15 organizzazioni (5.000 imprese con più di 75 mila occupati) hanno annunciato l’addio a Confai e hanno abbandonato la sala decidendo di riunirsi in un altro luogo per dare vita a un progetto di una nuova entità che rappresenterà gli interessi delle pmi in Italia.
12 ASSOCIAZIONI AVEVANO GIA’ ABBANDONATO CONFAPI. «Ad uscire dalla assemblea Confapi», ha detto Chiocchi, «sono stati i rappresentanti delle 15 organizzazioni delle aree economicamente più importanti del Paese. Il nostro intento è quello di ridare ruolo e voce al sistema delle pmi in Italia, oltre che quello di riaggregare anche le altre 12 associazioni che hanno già abbandonato Confapi nei mesi scorsi».
In questo modo, attorno al progetto di un nuovo organismo, potrebbero aderire complessivamente circa 10 mila imprese per 155 mila dipendenti.
CASASCO ELETTO PRESIDENTE. FINISCE L’ERA GALASSI. Intanto, l’assise ha proceduto a rinn0vare il vertice dell’associazione. Dopo 7 anni, si è chiusa la gestione di Paolo Galassi. La leadership è passata per il prossimo triennio a Maurizio Casasco. Bresciano d’adozione, Casasco è presidente e amministratore delegato di un’azienda operante nel settore della diagnostica strumentale, e ricopre la carica di presidente della Federazione Medico Sportiva Italiana.

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Una Risposta a Confapi, le piccole imprese si dividono

  1. In un momento di grave crisi del paese queste fughe sembrano piu’ il desiderio di qualche personaggio di primeggiare che la reale volonta’ di creare un nuovo sistema di rappresentanza. Certe battaglie sarebbe piu’ serio portarle avanti dall’interno piuttosto che rompere un’unita che anche cosi’ pesa poco politicamente.

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