ASSICURAZIONI

Consob esenta Unipol dall’opa su Milano

Avviato l'iter gli aumenti di capitale. Sator e Palladio presentano ricorso al Tar Lazio.

Semaforo verde. Almeno da parte di Consob. La commissione che vigila sui mercati e la Borsa, ha sciolto una delle principali riserve che ancora incombevano sul progetto d’integrazione a 4 tra Unipol e le società della galassia Ligresti: Premafin, Fonsai e Milano.
La questione era quella relativa all’eventuale obbligo di offerta pubblica d’acquisto a cascata da parte di Unipol su Milano assicurazioni a seguito dell’ingresso di della compagnia bolognese nel capitale della holding e in quello di Fonsai per effetto della partecipazione alle operazioni di aumento di capitale (400 milioni per Premafin e 1,1 miliardi per Fonsai).
UNIPOL ESENTATA DALL’OPA A CASCATA. La Consob ha sciolto il nodo e ha fatto sapere che l’opa a cascata non s’ha da fare.

“… Tenendo conto di quanto rappresentato [da Unipol␣ e del quadro informativo ad oggi disponibile nonché delle analisi effettuate sui valori attribuibili a Milano Assicurazioni e di Fondiaria-Sai sulla base di molteplici parametri tra cui i valori di mercato, il prezzo di acquisto delle azioni Premafin e le valutazioni delle varie società coinvolte nel progetto di fusione, la Commissione ritiene che non sussistano le condizioni di prevalenza di natura “oggettiva” e/o “valutativa”, ai sensi dell’art. 45, comma 3, del Regolamento Emittenti, e che pertanto non risulta applicabile l’obbligo di OPA “a cascata” sulle azioni di Milano Assicurazioni, ai sensi del combinato disposto degli artt. 106, comma 3, lett. A), del TUF e 45 del Regolamento Emittenti”;

Inoltre la Commissione ha anche approvato, nella loro nuova formulazione gli accordi di manleva e le intese di recesso.

“.. Allo stato, si ritiene che i Nuovi Impegni di Manleva e le Intese sul Recesso raggiunti dalle parti [Unipol e Premafin], in quanto rappresentano indici di una esplicita volontà delle parti di rimuovere ogni misura che potesse portare benefici agli attuali azionisti di riferimento di Premafin, siano idonei a integrare i presupposti indicati dalla Consob per l’applicazione dell’esenzione di OPA su Premafin di cui al combinato disposto degli art. 106, comma 5, del TUF e 49, comma 1, lett. B) n.2, del Regolamento Emittenti”.

INCOGNITA CONSORZIO DI GARANZIA. Ancora da sciogliere, invece, sembra essere il nodo del consorzio di garanzia degli aumenti di capitale che Unipol (1,1 miliardi) e Fonsai (1,1 miliardi) devono attuare per realizzare il piano d’integrazione e il cui iter dovrebbe partire il 9 luglio.
Al momento, infatti, manca ancora il contratto con le banche che dovrebbero impegnarsi a sottoscrivere l’eventuale inoptato delle due operazioni. Quello stesso consorzio a cui sta da mesi lavorando Mediobanca  e la cui costituzione, come rivelato da Economiaweb.it il 4 aprile scorso, era subordinata alla realizzazione dell’integrazione a quattro fra Fonsai, Premafi, Milano e Unipol.
SATOR PALLADIO E IL RICORSO AL TAR. Ma il 5 luglio, è spuntato un altro potenziale ostacolo all’operazione. Sator (società che partecipa News 3.0 editore di questo giornale) e Palladio hanno reso noto di aver comunicato a tutte le parti interessate il ricorso presentato al Tar del Lazio contro il provvedimento con il quale l’Isvap ha autorizzato Finsoe e Unipol gruppo finanziario ad acquisire il controllo di Premafin e delle sue controllate. Insomma, se le autorità hanno acceso la luce verde per il progetto della “Grande Unipol” la giustizia amministrativa potrebbe tornare a far scattare il rosso.
GLI INDIPENDENTI STUDIANO ANCORA L’ALTERNATIVA. A conferma dell’incertezza che, comunque, ancora circonda l’operazione, poi, c’è un dato emerso dal board di Fonsai. Il cda ha, infatti, deliberato di proseguire con le attività volte a verificare la percorribilità dell’ipotesi alternativa nell’eventualità in cui «per qualsiasi ragione non dovesse essere data esecuzione all’operazione di integrazione con la compagnia bolognese».

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