TRIMESTRALI

Crédit Agricole, l’utile cala del 67,4%

Svalutata per 427 milioni di euro la quota in Intesa SanPaolo. Sui risultati pesa anche il costo del piano di adeguamento.

Utile netto in forte calo per il gruppo Crédit Agricole Sa, che ha chiuso il secondo trimestre del 2012 con un risultato netto consolidato di 111 milioni di euro, in  flessione del 67,4% rispetto all’anno prima, dopo avere svalutato per 427 milioni di euro la quota detenuta in Intesa SanPaolo (la partecipazione è scesa sotto il 2% dal 3,81% precedente) e avere registrato un costo complessivo per l’esposizione alla Grecia di 370 milioni di euro. Il primo semestre del gruppo, che in Italia controlla Cariparma, si è concluso con un utile di 363 milioni (-73%).
PESA IL COSTO DEL PIANO DI ADEGUAMENTO. Sul risultato del secondo trimestre pesa anche il costo del piano di adeguamento per 16 milioni di euro, mentre ha avuto un impatto positivo per +140 milioni la rivalutazione del debito legato al rischio di credito proprio. L’utile netto normalizzato, ovvero escludendo tali elementi, risulta di 851 milioni di euro. I proventi operativi netti del gruppo ammontano a 4,8 miliardi nel secondo trimestre (-14%) e a 10,1 miliardi nel primo semestre (-6%).
ONERI OPERATIVI IN CALO. Gli oneri operativi sono in calo dell’1,8% nel trimestre a 3,3 miliardi e dell’1,9% nel semestre a 6,47 miliardi. Il risultato operativo lordo si attesta a 1,47 miliardi nel trimestre, con un calo del 33%. Il costo del rischio ammonta a 1,16 miliardi nel trimestre contro 1,12 miliardi un anno prima. L’importo dei crediti deteriorati è pari a 23,8 miliardi e rappresenta il 4,6% degli impieghi lordi verso la clientela e verso istituti di credito, con un andamento stabile rispetto a fine 2011. I crediti deteriorati sono coperti da accantonamenti specifici per il 55% (54% a fine 2011).
IL GRUPPO: SIAMO IN ANTICIPO SUGLI OBIETTIVI. Il gruppo, informa ina nota, ha proseguito nell’attuazione del piano di adeguamento annunciato nel dicembre 2011 ed è «in anticipo sugli obiettivi». A fine giugno la riduzione dei fabbisogni di finanziamento è pari al 76%, con un calo degli impieghi ponderati di 48 miliardi di euro.

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