CRISI

Debito pubblico record a giugno

Record a 1.972,9 miliardi a giugno 2012. Crescono anche le entrate: +5,8%.

Il debito delle Amministrazioni pubbliche a giugno è aumentato di 6,6 miliardi rispetto a maggio con un nuovo massimo storico pari a 1.972,9. Lo rende noto una nota della Banca d’Italia.
L’aumento,spiega Palazzo Koch, è «dovuto principalmente all’incremento delle disponibilità liquide detenute dal Tesoro (di 10,3 miliardi, a 46,1) e a scarti di emissione (1,7 miliardi), che hanno più che compensato l’avanzo di 5,4 miliardi registrato nel mese».
L’avanzo è ridotto per 0,2 miliardi (1,4 miliardi nello stesso mese del 2011) per la quota di pertinenza dell’Italia delle erogazioni Efsf.
Senza queste erogazioni, l’avanzo del mese sarebbe stato pari a 5,6 miliardi (2,6 miliardi superiore rispetto al corrispondente periodo del 2011), spiega Bankitalia.
IN CRESCITA ANCHE LE ENTRATE: +2 MILIARDI. Sono invece cresciute le entrate tributarie nel mese di giugno. Quelle contabilizzate nel bilancio dello Stato sono aumentate di 2,1 miliardi (5,8%) rispetto allo stesso mese del 2011 grazia all’Imu e all’accise sull’energia.
Secondo Bankitalia nei primi sei mesi le entrate sono aumentate di 3,7 miliardi (+2,1%).
BOT, IL 13 AGOSTO PIAZZATI 8 MILIARDI A UN ANNO. Il 13 agosto, intanto, c’è stata una nuova asta di buoni ordinari del tesoro. Asta positiva il 13 agosto per il Tesoro, che ha collocato sul mercato tutti gli 8 miliardi di euro di Bot a un anno, registrando un rendimento medio del 2,767%, di pochissimo superiore al 2,697% dell’asta di luglio.
Buona la domanda, che ha superato di 1,69 volte l’importo offerto, in rialzo rispetto all’1,55 del mese scorso.

Una Risposta a Debito pubblico record a giugno

  1. Roberto Laurenzi

    Crescono di quasi il 6% le entrate tributarie; dice che si riduce il fabbisogno; pare che la richiesta nell’ultima emissione di BOT sia stata elevatissima. C’è da chiedersi come in una situazione così positiva i tassi pagati dall’Italia sui propri titoli sia in aumento. Finanziariamente ed economicamente non ha alcuna logica ma, considerando che evidentemente qualcosa ci sfugge, viene spontaneo chiedersi quali dati siano reali. Quelli tributari certamente. Su quelli relativi il calo del fabbisogno forse occorrerebbe approfondire.

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