ESCLUSIVA

Di Fonzo: «Le mie colpe su Gforex»

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Il fondatore della società fallita nel 2011: «Ho sbagliato a rivolgermi a Gtl».

Ammette di aver fatto molti errori, ma assicura di averli compiuti sempre  in piena buona fede e senza alcuna volontà fraudolenta. Così Claudio Di Fonzo, 42 anni, in questa intervista a Economiaweb.it replica alle molte accuse rivoltegli dagli ex-clienti di Gforex, la società da lui fondata e finita in bancarotta nel 2011, mandando in fumo una somma di circa 26milioni di euro appartenenti a 400 risparmiatori di tutta Italia.
Per Di Fonzo, quasi tutte le responsabilità in questa vicenda vanno imputate al suo ex-partner di Dubai: Mahmood Riaz, proprietario di Gtl Trading, una piattaforma per la negoziazione delle valute attraverso la quale il denaro dei clienti di Gforex è sparito dal giorno alla notte. (LA VICENDA GFOREX)

DOMANDA: Insomma, dottor Di Fonzo, tutta la colpa è di Riaz?
RISPOSTA: Gtl Trading si è impossessata di soldi che non erano di sua proprietà  ma appartenevano ai clienti di GForex. Erano somme di denaro segregate, come previsto da un contratto firmato nel 2009 dallo stesso Riaz. In altre parole, la nostra società è stata vittima di un’appropriazione indebita.
D: Lei davvero ritiene di non avere proprio nulla da rimproverarsi?
R: Non ho mai detto questo e ho sempre fatto autocritica sugli sviluppi che la vicenda di Gforex ha avuto. Purtroppo, però,  gli errori si riconoscono sempre dopo averli commessi. L’unica cosa che si può fare, in questi casi, è tentare di trovare un rimedio come ho fatto io, che sono stato il primo a denunciare Riaz per la sua condotta.
D: Quali errori ha commesso, di preciso?
R: Quello di essermi rivolto a una controparte poco affidabile come la Gtl Trading.
D: Come ha conosciuto Riaz e perché ha deciso di mettersi in affari con lui?
R: La Gtl Trading è stata selezionata dai miei gestori tra alcune società che, nel 2008, offrivano  buone condizioni commerciali e sembravano in grado di soddisfare le nostre esigenze. Di sicuro, l’immagine professionale di  Riaz  e i bilanci delle  sue aziende davano l’impressione che Gtl Trading fosse una realtà imprenditoriale molto solida. In quel periodo, non c’erano assolutamente  informazioni, dati  o semplici indiscrezioni che potessero creare per noi campanello d’allarme.
D: Veramente, in Italia c’è chi dice il contrario, cioè che fondatore di Gtl Trading fosse già da anni un personaggio molto discusso,  coinvolto in diverse vicende giudiziarie. Non è così?
R: Assolutamente no. Chi afferma queste cose, le dice soltanto oggi, dopo che  molte informazioni su Riaz sono finalmente venute a galla. Quando l’ho conosciuto io, il fondatore di Gtl Trading era un professionista stimato. Anche oggi, nonostante tutte le vicende che vedono protagonista,  Riaz gode di raccomandazioni esplicite da parte di professionisti di rilievo nel settore finanziario, attraverso pagine del social network Linkedin.
D: Ma c’era proprio bisogno di rivolgersi a un broker con sede a Dubai?
R: Su questo punto vorrei fare un po’ di chiarezza, viste le castronerie e le imprecisioni che ho letto in alcuni articoli di giornale. Noi non abbiamo operato direttamente con una società di Dubai. Ci siamo rivolti alla filiale svizzera del gruppo di Riaz. Si dice spesso che gli intermediari finanziari attivi nella Repubblica Elvetica sono soggetti a controlli rigidi e di rado possono mettere in atto operazioni fraudolente o scorrette. Evidentemente, le cose non stanno così. Ma vorrei aggiungere un altro particolare.
D: Quale?
R: La Gtl trading si appoggiava a gruppi bancari di primaria importanza come la sede di Ginevra della Hsbc che, a quanto pare, non si è accorta di nulla.
D: Quando  sono iniziate le prime “ruggini” tra lei il fondatore di Gtl Trading?
R: I primi attriti ci sono stati nell’anno 2010, ma la rottura definitiva di qualsiasi rapporto è avvenuta solamente nell’aprile del 2011, quando abbiamo constatato che Gforex non poteva ormai effettuare alcuna mediazione o trovare un accordo con la Gtl Trading.
D: Perché, allora, nel 2010 lei ha deciso di costituire una società lussemburghese per la gestione di un hedge fund, in cui Riaz figurava tra i soci promotori?
R: Innanzitutto, vorrei ricordare due cose. La mia quota nella società lussemburghese, che è nata nel febbraio del 2010,  era minoritaria e venne da me acquistata soltanto per creare delle sinergie tra questo nuovo fondo hedge e Gforex.  La  partecipazione di Riaz, invece, è stata molto breve ed è durata soltanto 3 mesi.
D: Poi, com’è andata a finire?
R: L’hedge fund lussemburghese, che era un progetto ideato già nel 2007 dai nostri gestori Alessandro Spinardi e Marco Duquette, non è mai diventato operativo. Le quote di Riaz sono state comunque rilevate dopo pochi mesi dallo stesso  Spinardi e ricollocate presso un investitore istituzionale inglese. Tutte le operazioni sono comunque avvenute nella massima trasparenza: la costituzione della società in Lussemburgo non era un fatto misterioso, ma  ben conosciuto anche da molti agenti della rete commerciale di Gforex.
D: Cosa fa adesso nella vita Claudio Di Fonzo?
R: Sono disoccupato, in attesa di trovare una nuova posizione sul mercato del lavoro.
D: Non sarà facile per lei, visto quello che è accaduto…
R: Lo so. Purtroppo anche lo scenario macroeconomico non è dei migliori  per chi sta cercando un’ occupazione.

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10 Risposte a Di Fonzo: «Le mie colpe su Gforex»

  1. Allora non ci resta che piangere !!!

  2. Corrado

    Gentile dottor Di Fonzo,
    benchè le sue risposte, in sua difesa, la lascino trasparire come vittima di Riaz, le vittime del crac GForex avevano investito presso GForex Italia (e quindi affidato a lei) i propri risparmi. Sarebbe scontato e forse naive da parte mia dire che fare lo scaricabarile in questo caso sia semplice, tuttavia è proprio questa l’impressione dei risparmiatori gabbati da questa vicenda. Le dice, e cito le sue parole che “L’unica cosa che si può fare, in questi casi, è tentare di trovare un rimedio come ho fatto io, che sono stato il primo a denunciare Riaz per la sua condotta”. Esattamente, a chi ha denunciato, nel 2010, la condotta di Riaz? Perchè non sono stati presi provvedimenti immediati, e perchè gli investitori, come la rete di mediatori, non sono stati messi immediatamente al corrente della situazione, in maniera da potervi porre rimedio in tempo?
    Inoltre, vorrei sapere la sua opinione riguardo alla piattaforma GTL trading, che nonostante tutto è ancora in piedi (questo il sito web: http://www.gtltrading.com), e a quanto si legge sul suo sito web assume personale ed investe ingenti somme di denaro in progetti esteri (è nota una rete di investimenti in Australia). Non è possibile trovare un accordo con una piattaforma con così tanta liquidità per recuperare il maltolto? Infondo LEI ha avuto contatti con Riaz e quindi nella posizione “migliore” per negoziare con lui, ed eventualmente fare la voce grossa. Infondo si tratta di 26 milioni di euro, una truffa enorme ma che costituisce una cifra ridicolmente esigua per provocare scandali nell’opinione pubblica ed essere citata nei giornali o nelle emittenti televisive.
    Infine una osservazione: la sua rettifica riguardo alla sua posizione appare certamente giustificata, in risposta alle accuse che le vengono mosse riguardo ad una sua partecipazione nella truffa, in combutta con Riaz. Ciononostante, dal punto di vista dei risparmiatori, non può negare che tali accuse appaiano legittimate dal suo apparente disinteresse, o in ogni caso limitato sforzo nel tentativo di recuperare le quote indebitamente sottratte alla società, e quindi ai risparmiatori, tenendo presente che i truffati lamentano l’assenza di uno sforzo comune e coordinato contro Riaz (e che lei in primo luogo avrebbe la responsabilità di coordinare) e che le forze messe in campo hanno ottenuto ben poco ad oggi.
    Sillogismi a parte, dottor Di Fonzo, se ad un certo punto fosse LEI in prima persona, ad essere chiamato a risarcire i risparmiatori, solo a quel punto lei si vedrebbe costretto a rincorrere Riaz per riottenere i soldi; a quel punto, lei, cosa farebbe in pratica?
    La ringazio in anticipo per il suo tempo.
    Cordialmente,
    Dott.Ing.Calì

  3. Antonino Giuliano

    Soprattutto dove sn andati i soldi versati dai clienti dal 2010 in poi che nn sn andati in Gtl e ancora quali clienti sn stati rimborsati cn i soldi dei miei clienti e amici e parenti ! Questi invece di non parlare a me ed essere inca con me dovrebbero esserlo con chi ha detto una marea di bugie e ha sfruttato la buona fede e l onesta’ di tanti padri di famiglia rimasti con le gambe all aria e con i rimorsi a vita !! Ha ragione dott. dovrebbe andare lui e i sui soci ed i responsabili degli agenti a recuperare i soldi ma il problema e’ che se ne stanno a Milano e dintorni mentre noi siamo qua a fare associazioni bonifici e lottare con i clienti inferociti !! Ma io confido in Dio e nella giustizia basta cosi !! E’ gente che nn ha le palle o meglio le hanno perse per strada !!!

  4. ALberto RUSSO

    Di fonzo , mi dispiace ma il dott. non l’antepongo piu’ al suo cognome non si offenda.
    In poche parole lei vendeva macchine ma siccome la sua concessionaria non era in grado di venderle dava le macchine ad un altro concessionario meettendole in un altro auto salone ed il proprietario di quest’ultimo a sua volt avendo le chiavi dei locali e delle sue macchine entrava prendeva le macchine e ne faceva quel che voleva (in pratica faceva svanire le macchine nel nulla).
    Dopo questa simpatica similitudine le chiedo:
    1) Ma per operare nel mercato delle valute c’era proprio il bisogno di fare tutti questi passaggi bancari?
    2)Perchè l’apertura di una nuova concessionaria auto ops di una società lussemburghese se la sua società era (purtroppo) italiana ed aveva a che fare con una società di dubai?
    Che Dio ti…..aiuti…prima a ritrovare i NOSTRI SOLDI e poi a farti trovare un lavoro.

  5. bullit

    ” I primi attriti ci sono stati nell’anno 2010″Se Di Fonzo spiegasse meglio cosa ha voluto significare con questa frase,sarebbe una buona occasione per fare un po’ di chiarezza.magari spiegando perchè non ha informato i clienti di quelli che con un certo eufemismo definisce “attriti” e anzi ha continuato l’attività come se niente fosse(con tanto di reports sui rendimenti mensili)e acccettando nuove sottoscrizioni anche nel corso del 2010,fino ai primi mesi del 2011.

  6. edmos

    Ancora non si è capito che Di Fonzo non è una vittima ma il carnefice insieme a Spinardi e a Riaz. Da quando è scoppiato il crack ci ha fatto credere di essere stato fregato anche lui insieme ai clienti di Gforex dal pakistano truffatore. Peccato che in questo anno si è scoperto che erano tutti e tre pappa e ciccia! Facevano affari con la società lussemburghese, avevano conti in vari paradisi fiscali, gestivano a loro piacimento i risparmi di 400 italiani fessi,che in buona fede li avevavo affidati a loro. Quando hanno raggiunto un bel gruzzolo hanno pensato di spartirselo, ma Riaz, che già disponeva della fetta più grossa (16 milioni di euro), l’ha tenuta tutta per sè fregando anche gli altri. Ma se il crack è di 26 milioni di euro, dove sono gli altri soldi???
    Signor Di Fonzo, non pensa di dovere dare qualche risposta a questo quesito, visto che i soldi venivano consegnati a lei e dunque doveva essere necessariamente a conoscenzza della loro destinazione!?!

  7. bullit

    Eh si,caro Edmos,anch’io credo che le cose siano andate più o meno come dici tu.
    Di fonzo ormai interviene solo per propinarci la sua nota strategia difensiva che,come un disco rotto suona a spanne così:”ho commesso qualche errore di valutazione(sic!)ma in perfetta buona fede e sono anch’io vittima di questa truffa”.
    Appena gli si pongono domande più stringenti e imbarazzanti,si dilegua battendo la ritirata in buon ordine,con la scusa che non risponde ad attacchi anonimi.Il bello,(si fa per dire…)è che assume atteggiamenti sdegnati e offesi,come se la vittima fosse lui.
    Vuoi vedere che la prossima mossa sarà di accusare la rete di un complotto nei suoi confronti?…

  8. Corrado

    Gentile dottor di Fonzo,
    ci può dire chi è Imtiaz Khoda, il membro che è subentrato a Riaz in Equis Sarl il 26 di maggio 2010 acquisendo le sue quote societarie?
    http://www.etat.lu/memorial/2010/C/Html/1508/2010069928.html

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