CONFINDUSTRIA

Economia, Squinzi spera in una svolta

Da Assolombarda il presidente degli industriali immagina il Paese ideale.

Il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi

Per il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, una svolta è alla portata dell’economia italiana. Nel suo intervento all’assemblea di Assolombarda, il numero uno degli industriali ha voluto lanciare un messaggio di speranza, pur consapevole che il Paese ideale è ancora molto diverso dalla realtà, fatta di un fisco opprimente e poco chiaro, di regole burocratiche asfissianti e di una amministrazione che immagina i cittadini al proprio servizio e non viceversa.
NEL PAESE IDEALE VINCE LA POLITICA DEL FARE. Per Squinzi nel Paese ideale deve vincere la buona politica, la politica del fare, quella che decide di governare davvero anticipando i bisogni del Paese, senza limitarsi all’ordinaria amministrazione o agli interventi di emergenza. Il presidente di Confindustria ha invitato a difendere il patrimonio industriale del Paese, sia per quanto riguarda le piccole e medie imprese, la stragrande maggioranza, sia per quanto riguarda le aziende medie e grandi. In questo senso è necessario un ammodernamento della pubblica amministrazione, attraverso cui le aziende potrebbero accedere a nuova domanda di alti contenuti tecnologici.
SERVE UN FISCO PIÙ EQUO E MENO STABILE. Serve inoltre, ha sottolineato Squinzi, un fisco meno esoso ma soprattutto stabile, perché gli investimenti vanno progettati nel lungo periodo. A proposito delle relazioni industriali, per il numero uno di viale dell’Astronomia è necessaria una forte unità d’azione: bisogna su contratti nazionali quadro e su contratti aziendali decentrati che siano legati alla produttività e alle condizioni reali delle imprese. Giorno dopo giorno, ha ricordato Squinzi, occorre lavorare con pragmatismo per superare il deficit culturale che frena le nostre imprese.
BISOGNA ARRIVARE AGLI STATI UNITI D’EUROPA. Sul fronte internazionale, il presidente di Confindustria ha ribadito la necessità di arrivare agli Stati Uniti d’Europa, unica via perché l’Italia possa restare competitiva. Il giudizio di Squinzi sugli aiuti alla Spagna è sostanzialmente positivo, anche se andrà valutato nel medio termine.
Spazio anche per una riflessione su Expo 2015, nel giorno in cui il sindaco di Milano Giuliano Pisapia ha rimesso l’incarico di commissario straordinario del governo. Squinzi ha fatto sapere di concordare con Pisapia sulla necessità di uno scatto da parte dell’esecutivo, sottolineando l’impegno di Confindustria e la delusione per i ritardi accumulati.

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