ENERGIA

Edison e il nodo delle minoranze

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Indipendenti sono al lavoro per verificare gli accordi. Acceso anche il faro della Consob.

Palazzo Edison in Foro Buonaparte a Milano

Non sono mancate le polemiche e le battute al vetriolo. Il 29 dicembre, i consigli (di gestione e di sorveglianza) di A2A hanno approvato l’accordo di santo Stefano con Edf per il riassetto di Edison e hanno dato mandato al presidente del consiglio di gestione, Giuliano Zuccoli e al direttore generale Renato Ravanelli, di negoziare e sottoscrivere gli accordi definitivi per il riassetto Edison. A tal fine è stato anche deciso di spostare dal 30 dicembre al 15 febbraio la scadenza dei patti parasociali.
Mentre, nel consiglio di sorveglianza l’intesa è stata approvata all’unanimità, in quello di sorveglianza il piano di riassetto di Edison è passato ma con l’astensione di Mario Cocchi, amministratore delegato della Carlo Tassara.
Intanto la Consob aspetta di ottenere chiarimenti dalle parti interessate dall’accordo. In particolare, secondo quanto si apprende in ambienti vicini alla Commissione, l’autorità vuole verificare che la “strana” coincidenza tra gli 84 centesimi che Edf ha proposto di pagare agli azionisti italiani per rilevare la loro quota di Foro Buonaparte e la media del prezzo del titolo negli ultimi 12 mesi (pari esattamente a 84 centesimi), che di fatto libera i francesi dall’obbligo di lanciare un’Opa a premio, non nasconda qualche altra forma di compenso in favore di Delmi. Paricolare attenzione (come già sottolineato da Economiaweb.it) è riservata agli accordi di fornitura con Edipower, preveisti dall’intesa.
Il 29 dicembre, inoltre, sono circolate voci sul malessere che sarebbe già sorto all’interno della cordata italiana sul futuro assetto della governance di Edipower.
INSUFFICIENTE INFORMATIVA VERBALE. Mentre il consiglio di sorveglianza di A2A ha dato il suo ok al riassetto di Edison senza batter ciglio, quello di sorveglianza ha registrato l’astensione di Cocchi.  L’amministratore delegato della Carlo Tassara ha precisato in una nota che la decisione di non votare è derivata da «una insufficiente informativa verbale e documentale a disposizione del consiglio che, per quanto gli compete, non gli ha permesso di valutare approfonditamente il valore degli asset industriali di Edipower».
Nel corso delle riunioni dei consigli di A2A era persino circolata la voce, che Cocchi stesse valutando di votare contro l’intesa e rassegnare addirittura le sue dimissioni dal consiglio di A2A. Alla fine la scelta dell’amministratore delegato della Tassara è stata però quella di astenersi e anche l’ipotesi delle dimissioni non si è al momento concretizzata.
POSSIBILE PENALIZZAZIONE DELLE MINORANZE. L’accordo tra i soci italiani e francesi di Edison rischia di penalizzare le minoranze di Foro Buonaparte che potrebbero vedersi costrette a valutare l’adesione ad un’Opa senza premio da parte di Edf, al prezzo di 0,84 euro per azione.
Nel caso l’opa venisse lanciata a questo prezzo, proprio la Tassara si vedrebbe costretta a scegliere se aderire registrando una minusvalenza di circa 340 milioni di euro oppure continuare a conservare il 10% di Edison, nonostante la necessità di rimborsare le banche creditrici attraverso la liquidazione dei propri asset.
Ad ogni modo gli amministratori indipendenti di Edison sono già al lavoro per preparare il parere vincolante sul riassetto del gruppo di Foro Buonaparte con cui dovranno assicurare che le transazioni previste dall’operazione non avvengano a scapito delle minoranze del gruppo elettrico.
INDIPENDENTI AL LAVORO. A tale proposito, il consigliere indipendente di Foro Buonaparte, Gian Maria Gros-Pietro, ha sottolineato che «ci sono tanti aspetti da vedere tra cui i contratti di fornitura di gas da Edison a Edipower ma già gli elementi di valutazione stanno arrivando alle due banche (advisor, Goldman Sachs e Rotschild, ndr)». Per quanto riguarda il rischio di una penalizzazione degli azionisti di minoranza di Edison attraverso uno swap mascherato e ‘a sconto’ delle azioni Edison di Delmi in cambio del 50% di Edipower, Gros-Pietro ha spiegato che «si tratta in entrambi i casi di asset di generazione elettrica e la situazione del mercato e congiunturale è tale per cui hanno perso valore negli ultimi due anni. Il nostro compito è verificare la corrispondenza dei valori».  Il parere vincolante degli indipendenti arriverà entro il mese di gennaio.
MA PRIMA VIENE LA CONSOB. Su tali questioni, ha espresso il proprio interessamento anche la Consob. I soci italiani e francesi di Edison si devono recare dalla commissione il 30 dicembre, per rispondere a queste stesse domande. Il presidente del consiglio di sorveglianza di A2A, Graziano Tarantini, ha escluso che l’accordo sul riassetto di Foro Buonaparte penalizzi le minoranze. «Ma sono valutazioni che deve fare la Consob. L’Autorità c’é per questo», ha detto Tarantini, al termine del consiglio del 29 dicembre.
Il presidente della sorveglianza si è espresso positivamente sull’intesa: «Abbiamo sempre detto di voler dare una soluzione il più possibile industriale all’operazione. Ora c’è chiarezza di perimetro per far diventare il nostro investimento finanziario un asset industriale».
PRESIDENZA A IRES, E AMMINISTRATORE  AD A2A. Per quanto riguarda Edipower, società che diventerà controllata interamente dai soci italiani di Edison, Tarantini ha fatto sapere che «c’è molto da fare perché il termoelettrico sta soffrendo. Avremo un po’ di anni difficili davanti ma il perimetro è definito».
Per quanto riguarda la convivenza con gli altri soci italiani «dobbiamo trovare una soluzione di governance in Edipower con Iren che è un partner importante, ma ora c’è chiarezza».
Ad avere le idee chiare, sono sembrati soprattutto i soci di Iren che per bocca del direttore generale, Andrea Viero, hanno fatto sapere che «sulla governance di Edipower siamo a buon punto. La presidenza spetterà ad Iren e l’amministratore delegato ad A2A».

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