ASSICURAZIONI

Fonsai, incognita banche per il consorzio

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La compagnia e Unipol fissano il prezzo degli aumenti di capitale. Bragantini e Ligresti votano contro: non si sa quali istituti hanno aderito.

Dopo avere incassato il via libera della Consob all’esenzione dall’offerta pubblica a cascata su Milano Assicurazioni, Unipol ha fissato il prezzo del suo aumento di capitale. Seguita, poco dopo, da Fonsai che ha deliberato il prezzo con il voto contrario di Salvatore Bragantini e Paolo Ligresti che hanno espresso delle riserve sul consorzio di garanzia.
UNIPOL APPLICA UNO SCONTO DEL 27,20% SULLE ORDINARIE. Il prezzo fissato da Unipol per il suo aumento di capitale da 1,1 miliardi è stato determinato, secondo quanto si legge in una nota del gruppo, applicando uno sconto del 27,20% circa rispetto al prezzo teorico ‘ex diritto’ delle azioni ordinarie e del 27,57% delle azioni privilegiate, calcolato sulla base del prezzo ufficiale di Borsa della giornata del 5 luglio 2012. Finsoe, azionista di controllo dell’emittente (che detiene il 50,746% del capitale ordinario), Novacoop (che detiene il 2,30% del capitale privilegiato), Coop Adriatica (che detiene lo 0,51% del capitale ordinario) e Lima (che detiene il 3,079% del capitale ordinario e il 3,189% del capitale privilegiato) si sono impegnati irrevocabilmente a esercitare tutti i diritti di opzione a essi spettanti e, pertanto, a sottoscrivere integralmente l’intera quota di propria spettanza dell’aumento di capitale.
A questo punto, manca l’approvazione Consob e la stipula del contratto di garanzia con le banche aderenti al consorzio.
FONSAI, NUOVE AZIONI OFFERTE A 1 EURO AI SOCI. Anche il board di Fonsai (chiamato a un aumento da 1,1 miliardi) ha deciso il prezzo, stabilendo uno sconto del 24,7% sul terp (prezzo teorico delle azioni dopo lo stacco del diritto di opzione) delle ordinarie e del 24,9% sulle risparmio. Le nuove azioni ordinarie verranno offerte ai soci al prezzo di 1 euro ciascuna, nel rapporto di 252 nuove azioni per ogni azione posseduta, mentre le azioni di risparmio saranno offerte al prezzo di 0,565 per azione, nello stesso rapporto (252 titoli ogni azione posseduta) previsto per le ordinarie.
Premafin Finanziaria S.p.A. e Finadin S.p.A. hanno assunto l’impegno a sottoscrivere integralmente la quota di propria spettanza dell’aumento, subordinatamente alla ricapitalizzazione (da 400 milioni) della holding da parte di Unipol.
Anche in questo caso, l’esecuzione della delibera è subordinata alla costituzione del consorzio di garanzia dell’aumento. Fonsai, si legge nella nota, «prevede di effettuare un comunicato entro la mattina di oggi (6 luglio, ndr) in ordine all’avveramento» di questa condizione.
I DUBBI SUL CONSORZIO DI BRAGANTINI E LIGRESTI. La delibera approvata dal board di Fonsai è passata, però, con il voto contrario di Salvatore Bragantini, amministratore indipendente eletto nella lista di Sator (società ), e Paolo Ligresti che hanno motivato il loro «no» sollevando una serie di dubbi e riserve sul consorzio di garanzia che dovrebbe essere messo in piedi da Mediobanca. Bragantini e Ligresti hanno in primo luogo rilevato, si legge nella nota di Fonsai, che «non sono note le adesioni delle banche al Consorzio, che devono ancora essere formalizzate» e che dunque «esse potrebbero ancora chiedere rilevanti modificazioni ai termini del contratto».
Inoltre, spiegano i due consiglieri, «il contratto con il Consorzio di garanzia», in difformità dalla prassi di mercato, «non dà sufficienti certezze in ordine all’effettivo ottenimento degli importi necessari ad eseguire l’aumento di capitale».
Questo perché il contratto «lega inscindibilmente l’aumento di capitale Fonsai a quello di UGF» ragion per cui nel caso quello di Unipol non dovesse «per qualsiasi motivo aver luogo, nemmeno il primo potrebbe procedere».
I MEMBRI DEL CONSORZIO “TROPPO” LIBERI DI SVINCOLARSI. Inoltre il contratto «consente a tutti i membri del Consorzio di non adempiere all’obbligo di garanzia, ove istituti che si siano impegnati per almeno il 10% del rischio di mercato (nella fattispecie, per Fonsai circa 80 milioni) non tenessero fede all’obbligo assunto».
Infine l’accordo «contiene una vasta casistica di eventi», a giudizio dei due consiglieri «ben oltre la consueta definizione di Material Adverse Change», che se si dovessero verificare entro il 27 luglio «permette alle banche sottoscrittrici di sciogliersi dall’impegno di garanzia. Si va da un downgrading della Compagnia o del debito sovrano italiano, alla pubblicazione di supplementi al prospetto informativo, fino ad eventi che a giudizio dei garanti, possano pregiudicare l’operazione di integrazione».

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