IL RIASSETTO

Fonsai, l’assemblea approva l’aumento

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La ricapitalizzazione ammonta a 1,1 miliardi. Si astengono i rappresentanti di Palladio e Sator, che insieme hanno l'8%.

Approvato a maggioranza dall’assemblea straordinaria di Fondiaria-Sai l’aumento di capitale da 1,1 miliardi, necessario al ripristino del margine di solvibilità della compagnia, sceso sotto il livello di guardia, e tassello importante del progetto di integrazione con Unipol.
ASTENUTE PALLADIO E SATOR. Nel corso della votazione si sono astenute, come previsto, Palladio e Sator, le due finanziarie che fanno capo rispettivamente a Roberto Meneguzzo e Matteo Arpe, che complessivamente possiedono l’8% di Fonsai e hanno presentato un piano alternativo su Premafin, holding azionista di riferimento di Fonsai.
L’AUMENTO TASSELLO FONDAMENTALE PER LE NOZZE CON UNIPOL. L’aumento di capitale, la cui esecuzione è prevista entro maggio, è un passaggio fondamentale per l’integrazione con Unipol, la cui assemblea ha approvato un aumento di pari importo. Martedì 20 marzo, infatti, Palladio e Sator presenteranno in conference call le linee guida del progetto industriale di rilancio del gruppo Fonsai. E l’assenza di un progetto industriale era stata considerata finora la condizione discriminante tra il piano Unipol e quello alternativo proposto dalle due finanziarie. «Da soli con l’8% non possono bloccare alcunchè, a meno che non emergano altri accordi di concerto con altri azionisti, cosa che al momento non è nota né a Unipol né al mercato»ha dichiarato l’ad di Unipol Carlo Cimbri.
PALLADIO E SATOR INSODDISFATTE DELLE RISPOSTE RICEVUTE. In assemblea Palladio e Sator, che avevano inviato per via telematica una serie di domande sulla ricapitalizzazione, sul piano industriale con Unipol e sullo stato di avanzamento delle due diligence, si sono dichiarate insoddisfatte delle risposte ricevute.
«Le risposte fornite non fanno che confermare le perplessità sul contesto complessivo che è stato rappresentato ai soci e al mercato. Di fronte a un’operazione da 1,1 miliardi le informazioni fornite mi paiono contraddittorie e insoddisfacenti. Di fronte a un difetto di informativa non possiamo che preannunciare un voto di astensione», ha dichiarato Stefano D’Angelo, in rappresentanza di Palladio Finanziaria.
Giacomo Garbuglia, in rappresentanza di Sator, dal canto suo ha dichiarato: «Crediamo in questa società, ma riteniamo che non sia stata data un’informazione corretta al mercato. Quindi ci asteniamo.L’aumento di capitale ci viene detto essere indipendente da Unipol, ma subordinato a un consorzio di garanzia che è a sua volta subordinato al progetto Unipol, quindi c’è una contraddizione».
VOTI FAVOREVOLI PER L’84% DEI PRESENTI. La delibera è passata con voti favorevoli per l’84% dei presenti, mentre gli astenuti sono stati al 15,9%. I voti contrari sono stati pari allo 0,012%. Via libera a maggioranza anche per gli altri punti all’ordine del giorno tra cui il raggruppamento delle azioni 1 a 100. «Sono sempre soddisfatto, sono sempre positivo», è stato il commento del presidente onorario di Fonsai Salvatore Ligresti, al termine dell’assemblea.
LA FUSIONE PREMAFIN-FONSAI IMPATTA PER IL 16%. Nel corso della riunione, il presidente Jonella Ligresti ha spiegato che la fusione di Premafin e Fondiaria-Sai, uno dei temi più discussi visto l’indebitamento in pancia alla holding che verrebbe spostato sulla compagnia assicurativa, ha un impatto sui solvency ratio di 16 punti percentuali, mentre dall’eventuale esercizio del recesso, l’effetto negativo è stimato in 5 punti al massimo. Per quanto riguarda l’aumento, Jonella Ligresti ha ribadito che, nonostante la richiesta formulata da Premafin di rivederne l’entità alla luce delle migliorate condizioni di mercato e gestionali, l’ammontare resta fino a 1,1 miliardi.
IL DUBBIO MEDIOBANCA. La delibera resterà efficace anche se la fusione con Unipol non andasse in porto. Invece, precisa l’integrazione alla relazione, la disponibilità manifestata da Mediobanca e altri istituti per un consorzio di garanzia è legata al progetto Unipol e al momento non esiste analoga garanzia in ottica stand alone. Jonella Ligresti ha comunque affermato che Mediobanca, lo scorso 23 dicembre, aveva dato una generica disponibilità a organizzare il consorzio per l’aumento, quindi non strettamente legata al piano Unipol.
Fonsai si riserva di verificare inoltre la possibilità di rinegoziare gli accordi in essere per l’organizzazione di un consorzio di garanzia, qualora ravvisasse criticità tali da mettere a rischio la finalizzazione del progetto Unipol. E le condizioni attuali dei mercati e gestionali consentono al presidente della compagnia di essere «ragionevolmente serena» sulla capacità di portare a buon fine la ricapitalizzazione, anche se dovesse venire meno il progetto Unipol.
CON L’AUMENTO SOLVENCY RATIO AL 136,5%. L’aumento è funzionale al ripristino di livelli soddisfacenti del margine di solvibilità, che per Fonsai a fine dicembre era al 78%, ben sotto il livello ritenuto accettabile del 120%. Con l’aumento il margine di solvibilità in base alle quotazioni dell’8 marzo scorso sarebbe al 136,5%. Per Premafin, invece, il solvency ratio a fine dicembre era al 62%.
Jonella Ligresti ha poi dichiarato, sempre in risposta ai quesiti formulati da Palladio e Sator, che il 15 marzo scorso il consiglio di amministrazione di Fonsai ha approvato un piano industriale stand alone, che vede al 2014 un utile netto di 400 milioni e un combined ratio del 96,2%, con un’ipotesi di contenimento dei costi di 100 milioni e un solvency ratio superiore al 150%L’assemblea ha inoltre deliberato di non dare lettura pubblica di un documento del collegio sindacale da 100 pagine ,in risposta a un esposto presentato da Amber Fund, azionista con poco meno del 2%.

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