TOGHE E POLITICA

I legali del potere stanno con Giannino

Tra i firmatari del manifesto, Carlo Croff, Roberto Casati, e Alberto Saravalle.

Oscar Giannino, spin doctor del movimento politico pro Marcegaglia

A poche ore dalla pubblicazione del manifesto politico di Oscar Giannino, cominciano a circolare i nomi degli aderenti al progetto iper liberista che punta a portare Emma Marcegaglia (che però non ha firmato il documento), se non proprio a Palazzo Chigi, almeno in Parlamento.
Tra le 250 firme, spuntano qua e là anche diversi nomi di avvoicati.
Esponenti della componente iper liberista della professione. Ma soprattutto consulenti dell’alta finanza e delle grandi multinazionali italiane e non.
I primi tre studi d’affari italiani sono tutti rappresentati. Chiomenti, dal suo socio di riferimento, Carlo Croff. Bonelli Erede Pappalardo, dal managing partner, Alberto Saravalle. Mentre Gianni Origoni Grippo Cappelli dal socio (e cognato del fondatore Francesco Gianni) Renato Giallombardo. Per Nctm, quarta insegna nazionale, invece, c’è il professore e socio fondatore Alberto Toffoletto.

Giovanni Lega, presidente di Asla

L’elenco, però, non si esaurisce qui. Spulciando la lista spuntano i nomi di Bruno Cova, numero uno della law firm americana Paul Hastings in Italia ed ex legale interno di Fiat, di Roberto Casati, socio di peso dello studio Cleary Gottlieb e Alessandro De Nicola che, oltre a essere il rappresentante della Adam Smith Society in Italia, è anche il socio di punta dello studio americano Orrick.
Firma anche Giovanni Lega, presidente dell’Asla, l’associazione che raggruppa gli studi legali associati d’Italia, amico di Emma Marcegaglia, nonché spesso suo consulente, da tempo impegnato in una difficile battaglia per veder riconosciute le istanze della ricchissima ma minoritaria fetta dell’avvocatura rappresentata dalla sua associazione.

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