IL RAPPORTO

I mutui frenano, ma meno della media Ue

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Abi: prestiti a famiglie e imprese su dell'1,64% a gennaio, mutui a +5,2% a dicembre.

Prosegue la frenata dei finanziamenti bancari a imprese e famiglie in Italia che restano tuttavia, secondo quanto rileva l’Abi nel rapporto mensile, superiori alla media Ue.
MUTUI SU DEL 5,2% A DICEMBRE. Secondo i primi dati riferiti al gennaio 2012, i prestiti a famiglie e imprese non finanziarie sono risultati pari a quota 1513 miliardi di euro, a fronte dei 1512 del mese precedente e dei 1488 del gennaio 2011 (+1,64%). Per quanto riguarda i mutui i dati disponibili riferiti al mese di dicembre vedono una crescita del 5,2%.
RACCOLTA IN LIEVE AUMENTO. Per quanto riguarda la raccolta, le prime stime del SI-ABI mostrano, a gennaio 2012, un lieve aumento della dinamica della raccolta denominata in euro del totale delle banche italiane, rappresentata dai depositi a clientela residente e dalle obbligazioni: il tasso di crescita tendenziale è risultato pari a +1,6% (+1,3% a fine 2011).
Tuttavia, i depositi da clientela residente hanno registrato un tasso di variazione tendenziale pari a -2,1% (-2,8% a dicembre 2011) mentre le obbligazioni delle banche sono salite del 7,9%. In contrazione la dinamica delle operazioni pronti contro termine con clientela: -32,4% a fine gennaio 2012 secondo prime stime (-39% a dicembre 2011). Per il sesto mese consecutivo, infine, è risultato negativo il trend dei depositi dall’estero: in particolare, quelli delle banche italiane sono stati pari a circa 400 miliardi di euro, il 10,5% in meno di un anno prima (-5,6% il mese precedente).
BANCHE ITALIANE DIPENDENTI DALLA BCE. La crisi del debito e l’impennata dello spread hanno spinto le banche italiane a dipendere dalla Bce per l’approvvigionamento delle nuove risorse nel 2011. Secondo i dati dell’Abi gli istituti italiani, che tradizionalmente hanno potuto contare su solidi flussi di risparmio del retail (depositi e obbligazioni), hanno visto crescere in maniera rilevante la dipendenza dalle risorse della Bce che hanno rappresentato il 70% del totale (160 mld), così sostituendo l’apporto della raccolta fra i residenti.
AUMENTANO I TITOLI DI STATO IN PORTAFOGLIO. Cresce la consistenza dei titoli pubblici italiani nei portafogli delle banche del nostro Paese. Secondo il rapporto mensile dell’Abi, nel 2011 si sono registrati 16 miliardi di nuovi acquisti su titoli di stato, di cui quasi 11 nella seconda metà dell’anno caratterizzata dalle maggiori tensioni. Un segno, rileva l’associazione bancaria, «della piena fiducia delle nostre banche nel merito di credito della carta italiana».

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