ASSICURAZIONI

Il doppio binario legale di Premafin

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Gli avvocati che assistono la holding sulla ristrutturazione del debito convincono le banche che l'aumento approvato è in favore di Unipol.

Premafin

Con il risultato portato a casa al termine dell’assemblea del 12 giugno, i legali di Premafin impegnati a negoziare con le banche la ristrutturazione del debito da 368 milioni, sono volati a Londra per chiudere l’accordo.
Secondo quanto risulta a Economiaweb.it, l’intesa è stata raggiunta, seppure subordinatamente a una serie di condizioni sospensive legate alla finalizzazione del progetto di integrazione con Unipol.
CON LE BANCHE SI RAGIONA SU UNIPOL. Insomma, la minaccia dell’escussione delle azioni Fonsai in pegno, è stata allontanata. Ma è curioso notare come Premafin abbia due voci legali discordanti. Come già riferito da Economiaweb.it, gli avvocati che si occupano del negoziato sul debito, vale a dire Daniele Raynaud e Barbara Degli Esposti di Raynaud & Partners, non solo hanno lavorato per convincere le banche a farsi bastare l’approvazione dell’aumento di capitale fino a 400 milioni di euro deliberato dall’assemblea Premafin del 12 giugno, ma hanno anche argomentato i motivi che fanno sì che l’esclusiva con Unipol non sia venuta meno, nonostante la retromarcia sulla manleva a favore dei Ligresti.
SUL LATO CORPORATE SI SOSTIENE IL CONTRARIO. Posizione che risulta diametralmente opposta a quella sostenuta dall’avvocato Giorgio De Nova che, proprio durante l’assemblea Premafin del 12 giugno, ha fatto pervenire al consiglio d’amministrazione della holding un parere in cui definiva inefficace l’atto di Unipol e sosteneva come, con quella comunicazione, Bologna avesse automaticamente fatto decadere il vincolo d’esclusiva.
TEMPO FINO A LUGLIO PER CHIUDERE L’OPERAZIONE. Al di là del possibile confronto dialettico che potrebbe scaturire tra i consulenti legali e nei rapporti tra questi e il board di Premafin, le banche hanno deciso di farsi bastare il risultato uscito dall’assemblea e di dare tempo alla società fino al 20 luglio per provverdere all’aumento di capitale che nelle aspettative degli istituti, a cominciare da Unicredit (creditore di 111 milioni) dovrà essere riservato a Bologna, che su questo fronte è assistita da Gregorio Gitti,  Angelo Gitti e Diego Riva dello studio Pavesi Gitti Verzoni.

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