L'OPERAZIONE

Il passo a due tra Bernabè e Sawiris

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Telecom vende Matrix ritenuta non più strategica. La modalità di pagamento resta da definire. Sawiris punta anche al settore delle torri.

Franco Bernabè, presidente Telecom Italia

Il 9 agosto, Telecom Italia  ha annunciato la vendita del 100% di Matrix a Libero, società controllata da Weather  Investment di Naguib Sawiris, «in coerenza con la politica di  valorizzazione degli asset non strategici che permetterà al gruppo di raggiungere l’obiettivo di  riduzione dell’indebitamento finanziario netto per il 2012».
Si tratta del penultimo capitolo (il closing è previsto a novembre e la modalità di pagamento sarà definita dopo la prossima trimestrale) di una vicenda cominciata la scorsa estate e inserita nel lungo processo di ridefinizione dell’assetto industriale e risanamento dei conti di Telecom Italia che ha trovato nell’ex concorrente Sawiris (era il numero uno di Wind) un alleato, tanto che alla fine, la trattativa si è svolta praticamente in esclusiva.
UN PROCESSO COMINCIATO A LUGLIO 2011. Matrix, che porta in dote il portale Virgilio.it, primo motore di ricerca italiano nato nel 1996 ed eredità della fusione fra Seat e l’allora Tin.it, non era più considerata core business per Telecom.
Il 7 luglio del 2011 il consiglio d’amministrazione del gruppo guidato da Franco Bernabé ha infatti  dato il via libera alla scissione della controllata  Matrix, con il trasferimento del ramo d’azienda «Market &  Technology Captive» a Telecom.
SAWIRIS LANCIA LA SFIDA A GOOGLE. A Sawiris Matrix serve invece per aggiungerlo a Libero e alla società californiana di cloud computing, Joyent: l’obiettivo è strappare a Google e Facebook un pezzo della torta di pubblicità on line che nel 2011 ha superato quota 1 miliardo.
Il nuovo colosso della Rete può infatti contare su 18 milioni di visitatori, 14 milioni di mail attive e 35 miliardi di pagine visitate al mese. L’egiziano ha dunque portato a casa un ottimo affare.

Naguib Sawiris, con Wheather Investment II ha conquistato Matrix

88 MILIONI ANZICHE’ 120-200. Mentre restano alcune perplessità sulla mossa di Telecom che ha lanciato un assist al magnate egiziano, fino alla primavera del 2011 padrone della concorrente Wind.
Dubbi anche sul prezzo e sui tempi del closing: Matrix è stata venduta per 88 milioni, parte in contanti e parte sotto forma di debito ma il mix dipenderà dai conti del prossimo trimestre tanto che il sigillo all’operazione verrà messo a fine anno. Telecom ne aveva chiesti inizialmente tra i 120 e i 200 in linea con i benchmark del settore che viaggiano fra le 2 e 3 volte il fatturato.
NELL’ULTIMO BILANCIO 23 MILIONI DI ROSSO. Certo, vanno considerate le perdite di Matrix nell’ultimo bilancio (23,3 milioni rispetto all’utile di 548mila euro del 2010 più un calo dei ricavi del 9,4%) e il prezzo di carico molto alto (164 milioni al 2010) svalutato da Telecom fino agli attuali 30 milioni. Senza dimenticare che Matrix è rimasta senza la sua “gamba” di attività captive. Ma perché trattare solo su Sawiris con uno sfiancante negoziato andato avanti per mesi?
L’interesse dell’egiziano spunta a dicembre 2011: il Sole24Ore rivela che Telecom Italia sta studiando la possibile uscita dai servizi web e che a guardare con interesse alla divisione internet, ci sarebbe l’ex proprietario della Wind.
TRA GLI INTERESSATI C’ERANO ANCHE L’ESPRESSO E BANZAI. Lo scenario nasce da due interessi convergenti. Da una parte Telecom sta infatti rifocalizzando le sua attività, ha  ceduto Loquendo (divisione di software di riconoscimento vocale, al gruppo americano Nuance, per 53 milioni di euro) e resta sempre a caccia di un partner sull’emittente La7 per Ti Media. Dall’altra Sawiris ha passato la mano su Wind, vendendola al colosso Vimpelcom (dove in cambio ha ricevuto una quota di minoranza del 20%), ma è rimasto proprietario del portale Libero e delle attività internet ex Wind, che i russi avevano voluto tenere fuori dalla vendita. Di qui gli occhi su Matrix.
All’inizio di quest’anno, però, Sawiris scopre di non essere solo al tavolo attorno al quale si sono sedute almeno altre due società:  Carlo De Benedetti con il gruppo l’Espresso (che avrebbe potuto integrare Virgilio con il portale di Repubblica e dei quotidiani locali) e Paolo Ainio (uno dei fondatori di Virgilio) con Banzai.
UNA TRATTATIVA IN ESCLUSIVA. Ad aprile, però, sia l’Ingegnere che Ainio si sfilano dalla partita e in campo rimane solo l’egiziano. Anche perché, si dice nell’ambiente, Telecom ha deciso di trattare solo con il tycoon. Un mese dopo si chiude la due diligence per la cessione e gli avvocati si preparano a scrivere il contratto definitivo ma a giugno le trattative si ingolfano sul prezzo dopo l’aggiornamento dei valori di bilancio.
Poi,  il 9 agosto dopo mesi di negoziato, l’affare si conclude liberando la strada alla  nuova vita imprenditoriale dell’uomo più ricco del Cairo, che è stato pure a un passo dal diventare presidente della As Roma: chiuso l’affare, Sawiris brinda ma non va in vacanza. Il 10 agosto ha annunciato di avere in mente «operazioni più grandi» tra gli operatori mobili cercando opportunità nelle torri e nei data center. Quanto a Wind, l’egiziano medita di uscire definitivamente dall’azionariato appena troverà un compratore

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