LA VERTENZA

Ilva, in arrivo 146 milioni per l’ambiente

Lo ha annunciato il presidente Ferrante dopo il vertice con i ministri Passera e Clini.

Bruno Ferrante, presidente dell'Ilva

L’Ilva si accinge a investire 146 milioni per l’ambiente: 90 milioni sono già stati finanziati e 56 verranno messi in campo. Lo ha annunciato il presidente dell’Ilva, Bruno Ferrante, dopo aver incontrato i ministri dell’Ambiente e dello Sviluppo economico, Corrado Clini e Corrado Passera.
FERRANTE: PREVALGANO RAGIONE E BUON SENSO. Per Ferrante la vicenda Ilva è complessa e articolata ma «alla fine buon senso e ragione dovranno prevalere»: lavoro, salute, ambiente e impresa devono essere coniugabili. Il 17 agosto la città è stata blindata e i cortei vietati nelle zone rosse per l’arrivo dei due ministri, giunti per fare il punto sulle iniziative in corso per il risanamento di Taranto e per la riqualificazione dello stabilimento siderurgico Ilva.
ZONA ROSSA INTORNO ALLA PREFETTURA. Tutte le strade e l’area intorno alla Prefettura sono delimitate da transenne e sorvegliate da un imponente schieramento di polizia, carabinieri, guardia di finanza e polizia municipale. Misure particolari sono state decise dal questore di Taranto Enzo Mangini per evitare che vi siano tensioni in concomitanza con le manifestazioni già annunciate dei vari gruppi ambientalisti come era avvenuto il 2 agosto, quando l’iniziativa promossa dai sindacati fu interrotta da alcune decine di contestatori.
CLINI: POSSIBILE CONIUGARE LAVORO E SALUTE. I due ministri hanno incontrato in Prefettura i rappresentanti della Regione Puglia, del Comune e della Provincia di Taranto. A seguire Ferrante, sindacati e Confindustria. Infine i ministri si vedranno con l’arcivescovo di Taranto Filippo Santoro che ha piu’ volte sottolineato la necessità di tenere insieme il lavoro e l’ambiente.  Clini ha ribadito che «si possono coniugare il lavoro, le esigenze della produzione e la difesa della salute».
Infine, secondo notizie di stampa ci sarebbero una quindicina di indagati nell’ambito dell’inchiesta sui controlli ambientali. Si tratta dell’altro fronte giudiziario, oltre a quello sull’inquinamento da parte del siderurgico, avviato dalla Procura tarantina e ruoterebbe intorno al ruolo che un ex consulente dell’Ilva, Girolamo Archinà, mandato via da Ferrante nei giorni scorsi, e membri della stessa famiglia Riva. Questi avrebbero cercato di orientare a proprio favore le ispezioni e le relazioni delle pubbliche amministrazioni.
FERRANTE: STANZIATI ALTRI 56 MILIONI. «Abbiamo presentato ai ministri due documenti: in uno riepiloghiamo ciò che l’Ilva ha fatto in questi anni, ovvero il miliardo 100 milioni di euro di investimenti nell’ambiente a Taranto e nell’altro indichiamo cosa stiamo facendo, ovvero i 90 milioni di interventi». Lo ha affermato il presidente dell’Ilva Bruno Ferrante al termine del confronto con Clini e Passera in Prefettura a Taranto. Ferrante ha quindi parlato di un ulteriore impegno per 56 milioni di euro che porta «a 146 milioni di euro la somma che l’azienda sta investendo. Si tratta di una somma che va a completare sia quanto indicato dall’Aia  rilasciata nell’agosto 2011, sia quanto abbiamo concordato nei giorni scorsi al tavolo tecnico con la Regione, sia, infine, quanto noi avevamo prefigurato di dover fare».
NESSUNA CIFRA SULLA NUOVA AIA. Ferrante ha quindi reso noto che anche i tecnici dell’Ilva lunedì prossimo saranno a Roma per iniziare il percorso della nuova Aia, «verso il quale noi siamo disponibili». Interpellato su quanto richiederà la nuova Aia in termini di investimenti, Ferrante ha detto di non poter dare alcuna cifra. «Le prescrizioni che ha indicato il gip Todisco nella sua ordinanza vanno in direzione delle Bat conclusion, e anche se queste direttive europee non sono state ancora recepite dalla legislazione italiana, il ministro Clini ci ha chiesto se noi fossimo disponibili ad anticiparne l’applicazione. Noi abbiamo dato il nostro assenso a condizione che l’azienda abbia certezze, regole chiare e soprattutto futuro, perche è evidente che non l’Ilva ma nessuna azienda investirebbe se non avesse futuro».
Rispondendo alla domanda se vi sia un impegno massimo sul fronte ambientale oltre il quale l’azienda non sarebbe disponibile ma preferirebbe chiudere i battenti, il top manager non ha voluto quantificare facendo presente che tale limite dipende da molti fattori: il fatturato, le condizioni di mercato e come l’importo si articola nel tempo.
«Quando ci diranno quanto dobbiamo spendere faremo una valutazione, anche se gli impegni dell’Aia saranno articolati nel tempo e bisognerà anche tener conto di una valutazione finanziaria articolata. Noi stiamo producendo al minimo, non perché ce lo ha imposto qualcuno ma perché viviamo in una fase di mercato che non ci chiede oltre; l’azienda  sta quindi producendo e noi ci auguriamo di poterlo continuare a fare». Ferrante in conclusione si è augurato che il risanamento degli impianti «possa avvenire con gli impianti in marcia perche’ se questi impianti si fermano sono destinati a morire».
FARINA (FIM CISL): INCONTRO POSITIVO. «L’incontro di oggi è stato molto positivo per l’Ilva e la citta’ di Taranto. Il governo sta lavorando su un programma di tutela e risanamento del territorio fornendo indicazioni prescrittive d’ interventi ambientali a carico dell’impresa. L’Ilva da parte sua ha dato la disponibilità a condividere il programma e a mettere a disposizione le risorse necessarie per attuarlo». Lo afferma in una nota il segretario generale della Fim-Cisl, Giuseppe Farina.
L’incontro, sottolinea Farina, «ha consolidato le volontà di tutti i soggetti interessati a rendere possibile la continuita’ dell’attivita’ produttiva e contemporaneamente di risanamento ambientale. Siamo soddisfatti quindi, ora c’è da augurarsi che la magistratura, pur nelle sue prerogative e nella sua autonomia, sappia cogliere questa novità e dare un contributo positivo al programma. In ogni caso, la mobilitazione dei lavoratori dell’Ilva resterà in piedi fino a quando gli impegni presi non si tradurranno in fatti concreti».

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