CARBURANTI

La benzina sfonda il tetto dei 2 euro al litro

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Il rincaro è stato registrato in un distributore a Firenze. E' la prima volta che accade nella rete ordinaria, quella  fuori dalle autostrade.

La benzina ha toccato un nuovo record sfondando per la prima volta il muro dei 2 euro al litro. Il maxi rincaro è stato registrato a Firenze, dopo che Eni aveva annunciato l’arrivo di nuovi aumenti. Si tratta del massimo storico per la rete ordinaria, cioè fuori dalle autostrade. Il primato del 22 agosto è emerso dai dati di Quotidiano Energia, che ha rilevato «le punte massime», a 2,008 al litro, «nel centro Italia e in Toscana».
RECORD PER LA RETE ORDINARIA. Una novità al di fuori delle autostrade: «Scontato da tempo il record del caro carburanti in autostrada, la vera novità è il raggiungimento del massimo sul servito della rete ordinaria, che è stato registrato oggi per la benzina in alcune Regioni (complice il gioco delle addizionali) con punte ben superiori ai 2 euro/litro che mandano in soffitta i primati della scorsa primavera». A mettere mano ai prezzi raccomandati «sono state Eni (+1,6 Cent /litro e +1,0 sul diesel), Tamoil (+1 Cent /litro solo sulla verde) e Api IP con un ritocco di 0,5 Cent anche in questo caso solo sulla benzina».
IL PREZZO MEDIO INTORNO ALL’1,90. Le punte massime per il diesel sono arrivate invece fino a 1,843 euro/litro al Sud Italia. Più nel dettaglio, secondo quanto è emerso da un campione di stazioni di servizio che rappresenta la situazione nazionale , «i prezzi medi serviti sono oggi a 1,920 per la benzina, 1,803 per il diesel e 0,784 per il Gpl». A livello paese «il prezzo medio praticato della benzina (sempre in modalità servito) va da 1,906 di Tamoil a 1,920 di Eni e Total-Erg (no logo a 1819). Per il diesel si passa da 1,797 di Esso a 1803 di Eni, IP e Shell (no logo a 1695)».
«La situazione», ha spiegato Quotidiano Energia, «tiene conto della crescita delle quotazioni internazionali, il tutto alla vigilia del penultimo weekend di sconti self, che renderà sempre più divaricato l’andamento del mercato carburanti nazionale». La notizia ha scatenato immeidatamente le reazioni, da una parte e dall’altra. Il presidente della Faib-Confesercenti, Martino Landi ha precisato che «l’allarme scatta sulla rete ordinaria, ma occorre vedere sui 24 mila impianti in quanti hanno superato la soglia».
LANDI: «LA TOSCANA LA PIÙ ESPOSTA». Secondo Landi non bisogna concentrarsi sul picco, ma tenere conto di tutti gli aspetti: «La Toscana è senz’altro più esposta ad aumenti di prezzo perché ha un’accisa più alta a causa dell’alluvione dello scorso anno. Il riferimento, però, dovrebbe essere quello della media Paese che al massimo raggiunge gli 1,920 euro al litro. Senza contare che il prezzo medio viene rilevato nei giorni lavorativi, quando nessuna compagnia petrolifera applica gli sconti, concentrati tutti nel fine settimana, quando si concentra il 40% delle vendite». La Faib ha chiesto quindi «attenzione a parlare di record: il dato di oggi conferma la necessità di spalmare il vantaggio delle promozioni su tutta la settimana: in questo modo il prezzo sarebbe ben lontano dai 2 euro».
I CONSUMATORI SUL PIEDE DI GUERRA. Naturalmente di diverso orientamento il commento di Adusbef e Federconsumatori, che hanno calcolato come tra costi diretti per l’acquisto di carburanti (+420 euro l’anno), e costi indiretti (348 euro l’anno, per l’impatto, per esempio, sul trasporto merci), il caro-benzina costi agli italiani in media +768 euro annui, «la stessa cifra che una famiglia spende mediamente per 50 giorni di spesa alimentare». Un vero e proprio allarme per le associazioni dei consumatori, che hanno accusato: «Con picchi che hanno superato quota 2,00 euro al litro, le compagnie si stanno preparando ad accogliere al rientro dalle vacanze le poche famiglie che sono partite», hanno commentato Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti parlando di «una situazione chiaramente insostenibile».
COLDIRETTI: «LA BENZINA COSTA IL 50% IN PIÙ DEL LATTE». Sulla stessa lunghezza d’onda la Coldiretti: «Il record del prezzo del pieno di benzina per una automobile media (50 litri) che ha raggiunto i 100 euro ha un effetto valanga sulla spesa delle famiglie in un Paese come l’Italia dove l’88 per cento delle merci viaggia su strada». Il prezzo della benzina al litro «ha addirittura superato del 50 per cento quello di un litro di latte fresco ed è pari a quello di un chilo di pesche».
CIA, SU BUSTA SPESA 20 EURO IN PIÙ A FAMIGLIA.  «Il nuovo record della benzina risulta insostenibile per le tasche delle famiglie che accusano doppiamente i continui rincari. Oltre al capitolo trasporti, infatti a lievitare è il budget dei prodotti alimentari, che viaggiano lungo la filiera nel 90% dei casi su gomma. Finora l’aggravio sulla busta della spesa ha già superato le 20 euro al mese a famiglia, considerando che il costo del trasporto incide sul prezzo finale dei prodotti agroalimentari per il 35-40 per cento». Lo calcola la Cia, Confederazione italiana agricoltori.

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