LA RICERCA

L’industria italiana perde produttività

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Il margine operativo netto è cresciuto solo grazie al contributo di Endesa e Chrysler.

Tra il 2007 e il 2011 il “mon” (margine operativo netto) è salito del 3,8% (+10,5% il settore pubblico e -5,3% il settore privato) solo grazie alle acquisizioni all’estero (Endesa e Chrysler le principali), mentre l’attività nazionale langue in termini di produzione.
E’ il quadro tracciato dall’Ufficio Studi di Mediobanca, che ha presentato la ricerca R&S 2012 sulle 50 maggiori società quotate italiane.
PER LE BANCHE, CREDITI DETERIORATI OLTRE 100 MILIARDI. Se l’industria soffre, le banche non festeggiano, con i crediti deteriorati che hanno superato la soglia dei 100 miliardi di euro a fine marzo 2012, ma si possono consolare con gli aiuti fiscali, sotto forma di affrancamento degli avviamenti, che nel 2011 hanno raggiunti i 3,1 miliardi.
In “forte crescita”, poi, secondo il Centro Studi di Piazzetta Cuccia, l’esposizione in derivati, che ha raggiunto i 193,3 miliardi a fine anno.
Sui derivati, la palma dell’istituto più esposto va a Unicredit con il 12,7% dell’attivo, seguita da Intesa Sanpaolo (8,1%).
FATTURATO AGGREGATO DELL’INDUSTRIA: +29%.  Quanto all’industria, la ricerca di Piazzetta Cuccia mette in evidenza un fatturato aggregato in crescita del 29% (+6,6% medio annuo), accompagnato da un «modesto sviluppo dei margini industriali», che senza acquisizioni esterne sarebbe stata decrescita.
Senza l’apporto di Endesa (Enel), infatti, il settore pubblico sarebbe fermo, mentre senza Chrysler (Fiat), la flessione del mon del settore privato scenderebbe dal 5,3 al 22,3%.
IL VALORE AGGIUNTO PER DIPENDENTE SI RIDUCE DEL 3,7%. Una tributo che si paga in termini di produttività: il valore aggiunto per dipendente è in calo del 3,7% (gruppi pubblici +0,4%, gruppi privati -5,2%) con le società pubbliche (231.000 euro per dipendente) davanti a quelle private (73.000 euro per dipendente, che scendono a 63.000 nella manifattura).
Le vendite all’estero sono cresciute del 58%, mentre le vendite domestiche cadute del 7,6%.
Per i gruppi pubblici le vendite estere sono salite dell’85% (+54,4% senza Endesa), mentre Chrysler ha raddoppiato l’incremento del comparto privato, portandolo dal +18,4% al +41,4%.

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