AEROPORTI

Marco Polo torna a viaggiare con Alitalia

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La compagnia di bandiera investe 80 milioni sullo scalo veneziano.

Marco Polo, aeroporto di Venezia

Alitalia rilancia il Marco Polo di Venezia con 80 milioni di euro di investimenti e apre anche una nuova base di Air One (la terza in Italia) con 12 nuove destinazioni: 9 internazionali, e 3 nazionali, Brindisi, Cagliari e Palermo. Il piano di sviluppo Alitalia sullo scalo di Venezia è stato illustrato nella sede del  Marco Polo dal nuovo amministratore delegato, Andrea Ragnetti, affiancato dal presidente di Save, società che gestisce lo scalo veneziano, Enrico Marchi, e dal governatore del Veneto, Luca Zaia. Nel 2011 Alitalia ha trasportato su Venezia oltre 1 milione di passeggeri (+5,4%); l’obiettivo, ha spiegato Ragnetti, è raggiungere nei prossimi 3/4 anni i 2 milioni di passeggeri. Un traguardo per il quale la compagnia si è attrezza rinnovando l’intera flotta su Venezia. Da marzo anche qui i Embraer E190 e Airbus di Alitalia sostituiscono gli Md-80 per i collegamenti nazionali. In ottica generale, Ragnetti ha inoltre annunciato che entro il 2012 Alitalia disporrà di tutti i 20 modelli Embraer ordinati.
DIFFICILI ESSERE OTTIMISTI PER 2012. Il 2012 è ancora lungo ma per i conti di Alitalia, ha spiegato Ragnetti «é difficile essere ottimisti. L’anno scorso è stato un anno già molto difficile, ma Alitalia è riuscita ad arrivare ad un soffio dal pareggio operativo. Quest’anno sono cambiate due cose, purtroppo in peggio: il quadro macroeconomico che è in avvitamento e l’aumento del prezzo del petrolio, fondamentale per i nostri costi. Con la macroeconomia in un’avvitamento che non si sa come andrà a finire, e dati di Pil in calo, è difficile essere ottimisti». Inoltre, ha ricordato l’amministratore delegato di Alitalia, c’é stato il nuovo sprint del prezzo del petrolio che è salito del 20% in due mesi. Queste sono botte difficili da assorbire per un business che già fatica a raggiungere il pareggio». Per Ragnetti la concorrenza del treno rispetto all’aereo sulla tratta Roma-Milano «é sotto gli occhi di tutti ed in questo senso Alitalia ritiene assolutamente non condivisibile, l’accusa di monopolismo mossa dall’Antitrust alla compagnia di bandiera».
ACCUSA DI MONOPOLIO, ALITALIA FA RICORSO AL TAR. Secondo Ragnetti, nella scelta che quotidianamente i viaggiatori fanno in Italia per raggiungere Milano da Roma e viceversa tra il treno e l’aereo «é dimostrato dai numeri che chi perde quote di mercato siamo noi. Per questo noi siamo stati sorpresi dalla sentenza dell’Antitrust che ci ha dichiarato monopolisti escludendo dal confronto la ferrovia.  Una decisione che non condividiamo, e perciò nel rispetto di tutte le regole noi faremo ricorso: si comincia dal Tar non appena saremo pronti».
ACQUISIZIONE WIND JET, ANCORA DUE MESI DI TEMPO. L’acquisizione di Wind Jet da parte di Alitalia «non è ancora stata formalizzata. Ci sono ancora dei passaggi formali», ha detto Ragnetti «che non dipendono da noi, come Antitrust ed Enac. Contiamo nei prossimi due mesi di prendere una decisione finale», ha concluso Ragnetti.
ANCHE LE TASSE FANNO LA DIFFERENZA. Nell’ampio panorma della concorrenza Alitalia deve confrontarsi con compagnie low cost come Ryanair forte di prezzi competitivi e una tassazione più leggera. Nel 2010 il Fisco italiano aveva contestato alla compagni irlandese il mancato pagamento delle imposte sui ricavi da voli nazionali dal 2005 al 2009. Secondo la Guardia di Finanza servendosi la compagna low cost di 22 aeroporti, 10 basi, e avendo in offerta 390 rotte da/per il Belpaese è di fatto «una stabile organizzazione» e deve di conseguenza pagare le tasse in Italia. La presunta evasione fiscale è stimata dal 2005 ad oggi in 500 milioni di euro e dopo i blitz della Gdf sono ancora in corso gli accertamenti. Per onor di cronaca va detto che non tutte le compagnie low cost si comportano così. Easyjet che ha sede a Londra paga i contributi in Italia e utilizza contratti italiani, lo stesso vale per la piccola Air Alps con sede a Innsbruck (Austria).

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