BANCHIERI

Mincione, dopo Bpm entra anche in Mps

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Per conquistare l'1% del Monte dei Paschi ha sborsato circa 42 milioni.

Raffaele Mincione presidente del consiglio d'amministrazione di Time and Life

Dopo il blitz che, lo scorso 14 dicembre, ha portato la sua Time and Life S.A. a detenere l’8% della Banca Popolare di Milano, Raffaele Mincione ha deciso di entrare anche nel capitale del Monte dei Paschi di Siena.
Insomma, quella del finanziere di origine italiana ma da lungo tempo basato a Londra, sembra una vera e propria passione per le banche italiane. Con la sua Time and Life, societgà di diritto lussemburghese, il 30 marzo, ha acquisito 117, 9 milioni di azioni ordinarie del Monte, pari a poco più dell’1% del capitale. Il tutto con  una spesa che si dovrebbe aggirare (tenendo conto del prezzo medio a cui la Fondazione ha venduto l’11,45% della banca) attorno ai 42,4 milioni di euro.
IL SECONDO AZIONISTA DI PIAZZA MEDA. Mincione, il 14 dicembre scorso, è stato rìprotagonista di un vero e proprio raid sull’inoptato Bpm conquistando l’8,3% e divenendo, di fatto, il secondo azionista di Piazza Meda subito dietro Andrea Bonomi che con il suo fondo Investindustrial controlla poco più del 9% della banca.
Ex numero uno della divisione europea di Salomon Smith Barney, Mincione, noto anche per essere stato il fidanzato della modella Heather Mills (che è stata sposata anche Paul McCartney), ha avuto la sua prima grande ribalta della scena finanziaria nel 2009, quando riuscì ad acquistare un palazzetto a Knightsbridge per 18 milioni di sterline (oltre 25 milioni di euro), pagando meno della metà del prezzo originario. L’immobile, infatti, era stato messo in vendita per 40 milioni di sterline, ma a causa della crisi il proprietario accettò l’offerta al ribasso di Mincione.
IL “VIZIO” PER GLI ACQUISTI A PREZZI DA SALDO. Mincione, quindi, si è sempre dimostrato un finanziere con la capacità di intercettare le “occasioni” di mercato. E ultimamente il mercato delle banche italiane ha presentato più di un’opportunità per la sua società. Nel caso dell’investimento fatto nel Monte dei Paschi, per il momento, non si conoscono le intenzioni del finanziere sul suo 1%. L’adesione alla lista di minoranza (che conta complessivamente per il 9,211% della banca) guidata da Unicoop Firenze e determinata a piazzare Turiddo Campaini sulla poltrona di vice presidente della banca, vincola il finanziere fino al prossimo 27 e 28 aprile, quando si terrà l’assemblea che dovrà nominare il nuovo board della banca.
Ma la scelta stessa di mettere in comune le forze con i vecchi (Unicoop e Gorgoni) e nuovi (Aleotti-Finamonte) soci di minoranza della banca per potersi assicurare una rappresentanza all’interno del futuro consiglio, lascia pensare che Mincione non sarà solo spettatore passivo delle future vicende del Monte.

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