BANCHE

Senato e Profumo contro i manager

di
Un tetto ai compensi in Mps. Per il presidente ci sono 100 dirigenti di troppo.

A Siena tutti si ostinano a confutare ogni analisi che indichi nello Stato un nuovo  e ingombrante azionista per il Monte dei Paschi. Tuttavia, il 19 luglio, è arrivato un’altro chiaro segnale dell’influenza di Roma sulla gestione della banca più antica del mondo.
I senatori delle commissioni Finanze e Bilancio, nell’approvare il decreto sulle dismissioni, provvedimento che contiene anche l’attivazione dei nuovi Tremonti Bond (o dei primi Grilli Bond, a seconda di come la si voglia vedere) hanno introdotto un emendamento che vincola Banca Mps a contenere bonus e parte variabile della retribuzione riconosciuta ad amministratori e dirigenti.
TETTO AI COMPENSI DEI MANAGER. Secondo quanto ha spiegato il relatore del Pdl Cosimo Latronico, «Mps dovrà fissare un tetto a bonus e stock option altrimenti andrà incontro a sanzioni da 2.500 a 129.000 euro». I partiti politici vogliono condizionare le premialità dei manager perché Mps riceverà aiuti dallo Stato italiano. Va ricordato, comunque, che tali aiuti non arriveranno gratis. Ma la banca dovrà riconoscere allo Stato una cedola annuale. I vecchi Tremonti Bond, infatti, costavano a Siena, 160 milioni di  euro l’anno. Tanto che, nel 2011, la banca ricorse all’aumento di capitale per liberarsene.
OBBLIGAZIONI FINO A 3,9 MILIARDI. Ma la necessità di rafforzare il patrimonio, innalzare il coefficente Core Tier 1La Banca, prevede il decreto, potrà emettere obbligazioni speciali simili ai vecchi Tremonti bond a favore del Tesoro fino a 2 miliardi per garantire il rafforzamento patrimoniale chiesto dall’Eba, l’Autorità bancaria europea.
Il valore delle obbligazioni potrà essere al massimo di 3,9 miliardi tenendo conto degli 1,9 miliardi di vecchi Tremonti bond che saranno sostituiti con le nuove obbligazioni.

Alessandro Profumo, presidente del Monte dei Paschi di Siena

100 MANAGER DI TROPPO. “Tetti” a parte, i nuovi vertici della Rocca intendono comunque risparmiare intervenendo sulla voce costi del personale. E in particolare delle alte sfere dirigenziali.
Il presidente dell’istituto, Alessandro Profumo, in un’intervista al settimanale L’Espresso ha fatto sapere che «la banca ha più personale di quanto dovrebbe: non ce lo possiamo più permettere. Abbiamo 100 dirigenti di troppo».
Profumo sottolinea, in particolare, che con i cento dirigenti di troppo «intanto rivediamo la politica dei compensi con criteri più meritocratici». E se qualcuno non accetta di ridursi lo stipendio «vuol dire che non fa al caso nostro, e i dirigenti», avverte il presidente della Rocca, «si possono licenziare».
SINDACATI SUL PIEDE DI GUERRA. Intanto, i sindacati del Monte moltiplicano gli appelli ai dipendenti della banca invitandoli ad aderire allo sciopero indetto per il 27 luglio.
Per i sindacati «è in atto un tentativo di ridurre drasticamente le retribuzioni, di azzerare la garanzie normative, di smembrare il Gruppo e la Banca a colpi di cessioni di ramo d’azienda».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Devi essere loggato per scrivere un commento Login o Registati