Dopo Franco Bassanini e Giuliano Amato, a Siena, si parla di Alessandro Profumo quale prossimo presidente del Monte dei Paschi. Il rumour, riportato il 17 febbraio dal sito di informazione locale Ilcittadinonline.it comincia a circolare con insistenza.
Il ticket Mussari-Profumo, che dovrebbe scattare il prossimo aprile, quando verranno rinnovati i vertici della banca. E, stando alle indiscrezioni, a propiziarlo sarebbe l’eventuale ingresso di Clessidra (il private equity guidato da Claudio Sposito) nell’azionariato della Rocca.
Insomma, nonostante ci sia chi dà per scontato il ritorno di Profumo in sella a una grande banca nazionale, la quatità di “se” che circondano questa impotesi è tale da suggerire l’utilizzo dei proverbiali piedi di piombo.
SEGNALE DI ROTTURA CON IL PASSATO. Dopo Fabrizio Viola, arrivato a Siena a gennaio in qualità di direttore generale e destinato avestire i panni dell’amministratore delegato da aprile, quello di Profumo sarebbe il secondo ingresso di un “non senese” ai vertici dell’istituto. L’arrivo dell’ex amministratore delegato di Unicredit viene presentato, dalle fonti che riferiscono di questi movimenti, come un ulteriore passo nel senso della discontinuità rispetto alla gestione passata. Discontinuità che è stata chiesta dal sindaco di Siena Franco Ceccuzzi che ha recentemente avallato, assieme al presidente della Provincia Simone Bezzini, la decisione di permettere alla Fondazione di scendere sotto il 50% dei diritti di voto, arretrando comunque non sotto il 33,5% che garantisce una minoranza di blocco in assemblea straordinaria contro decisioni strategiche non gradite.
L’INCOGNITA CLESSIDRA E LE VOCI SU EQUINOX. Chi è convinto dell’imminente arrivo di Profumo, sostiene anche che questa nomina sarebbe favorita dall’ingresso nell’azionariato del fondo di private equity Clessidra. Ma chi teorizza questo ingresso ipotizza che la società acquisisca quella quota che (circa il 15% che la fondazione Mps ha deciso di dismettere), nei giorni scorsi, altre voci di mercato davano già in tasca a Equinox, il fondo lussemburghese di Salvatore Mancuso, e che lasciava immaginare un futuro in cui sarebbero arrivati a Siena manager provenienti dalla scuderia di Intesa Sanapolo.
«Di certo», ha riferito a Economiaweb.it, una fonte vicina alla situazione «chi entra con il 15% vorrà la possibilità di nominare il presidente». Procedendo per deduzioni, quindi, se davvero Profumo si appresta a trasfrerirsi a Siena, bisogna concludere che Sposito è in corsa e Mancuso, probabilmente, ha deciso di lasciar stare. Ma in questo scenario ci sono ancora troppi sè. Se una quota importante della banca è veramente passata di mano, Consob e Bankitalia non tarderanno a renderlo noto. E allora, forse, tutto sarà più chiaro.