BANCHE

«Partner forti per le piccole italiane»

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Il Financial Times cita Monte dei Paschi, che potrebbe chiamare Bnp Paribas.

Le piccole banche italiane sono «sottocapitalizzate, poco competitive e indesiderate. È giunto il momento che si trovino dei partner più forti». Lo sostiene il Financial Times nella sua Lex Column, analizzando le sfide che devono affrontare gli istituti di credito italiani più piccoli.
I TRE PROBLEMI DI MONTE DEI PASCHI. L’esempio più lampante è quello di Monte dei Paschi di Siena, alle prese con tre problemi fondamentali: «trovare 3,3 miliardi per soddisfare i requisiti dell’Eba, nonostante l’aumento di capitale di 1,7 miliardi varato l’anno scorso, un dolente ritorno azionario» e, sottolinea il quotidiano della City, improvvisamente anche «affrontare i travagli finanziari della sua principale fondazione», che l’anno scorso si è indebitata «per 900 milioni di euro per prendere il controllo dell’istituto ed usando come garanzia le stesse azioni Mps».
LA FONDAZIONE MPS HA TEMPO FINO A FINE MARZO. La fondazione, osserva il Ft, ha tempo fino alla fine di marzo per trovare un accordo sul rimborso oppure sul riscadenziamento del debito. Ma se non riuscisse a trovare i soldi, il rischio è che «i creditori potrebbero rifarsi sulle garanzie, mettendo in gioco Mps». La fondazione «potrebbe essere costretta comunque a cedere delle quote, ed è sotto pressione per mantenere l’istituto in mani italiane» spiega il giornale londinese, sottolineando tuttavia che le banche italiane alla fine potrebbero «rifinanziare il prestito» perché temono che «l’amministratore delegato designato di Mps, Fabrizio Viola, possa prendere il telefono e chiamare Bnp Paribas».

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