ACCIAIERIE

Piombino, in corteo gli operai Lucchini

Sciopero per chiedere il rilancio dello stabilimento.

Due ore di sciopero stamani alle acciaierie Lucchini di Piombino (Livorno) per chiedere con forza un rilancio dello stabilimento: un corteo di duemila lavoratori dai cancelli della fabbrica ha attraversato la città. Applausi dei commercianti in segno di solidarietà: gran parte dei negozi di Piombino è rimasto chiuso. Il corteo si è concluso in piazza Cappelletti.
«Una grande manifestazione, che ha coinvolto tutti i lavoratori della città perché Piombino non deve chiudere. Il corteo è sfilato tra gli applausi della gente e dei negozianti che hanno abbassato le saracinesche. Siamo soddisfatti per l’adesione di tutte le associazioni, Cna, Confcommercio, Confesercenti e Cooperative, e di tutti i lavoratori che hanno partecipato. Ora vedremo e valuteremo come continuare la mobilitazione che porteremo a Roma», ha commentato Luciano Gabrielli della Fiom Cgil.
Un tavolo nazionale su Piombino: lo chiede il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, il quale ha annunciato che invierà una richiesta in questo senso al ministro Corrado Passera insieme al sindaco di Piombino Gianni Anselmi. «Quel che serve davvero è una seria politica industriale nazionale, per Piombino e non solo per Piombino».
Rossi si è definito ottimista sul tavolo: «Sono certo che avremo una risposta positiva». Secondo Anselmi, «occorre una prospettiva strategica che finora a livello nazionale è mancata». Il sindaco ha partecipato alla manifestazione degli operai della Lucchini in sciopero . «Ho visto in piazza un paio di migliaia di lavoratori spaventati per il loro futuro. Occorre da parte delle istituzioni una lungimiranza pari a quella che si è avuta negli anni Cinquanta e Sessanta». Anselmi ha ribadito che al momento per l’azienda «non ci sono compratori», e che l’altoforno sarà fermato per un mese: «Speriamo che riparta, è una macchina molto vecchia».

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