ASSICURAZIONI

Premafin convoca cda per l’aumento Ugf

Pressing del collegio sindacale sulla presidenza. Limbo si riserva l'esercizio del recesso.

Giulia Maria, Paolo, Jonella e Salvatore Ligresti

Il consiglio di amministrazione (cda) di Premafin è stato convocato da Giulia Ligresti, presidente della holding, dopo che il 17 luglio i sindaci le hanno scritto chiedendo di dare esecuzione alla ricapitalizzazione da 400 milioni riservata a Unipol (decisa dall’assemblea del 12 giugno) e minacciando, in caso contrario, di convocare il cda per procedere in un’operazione indispensabile per garantire la continuità aziendale della società.
L’OPERAZIONE NON E’ STATA ANCORA AVVIATA. E’ quanto riferiscono fonti a conoscenza della situazione. L’esecuzione dell’aumento riservato a Unipol era attesa tra il 16 e 17 luglio. Tuttavia, fino a questo momento l’operazione non è stata avviata.
Giulia Ligresti, che ha il potere di firma per dare seguito all’aumento, non ha ancora dato seguito agli atti necessari .
PRESSING DEL COLLEGIO SINDACALE. Questo tentennamento ha preoccupato i sindaci che hanno deciso di scrivere al presidente per chiedere di eseguire l’operazione.
In caso contrario, il collegio sindacale avrebbe provveduto a convocare il consiglio.
A questo punto Giulia Ligresti ha deciso di convocare il cda il 19 luglio. Va ricordato, poi, che il 17 luglio, dopo le dimissioni di 6 consiglieri, il cda di Premafin è decaduto.
POSSIBILE RICHIESTA DI UNA PROROGA. Il 19, dunque, i consiglieri decideranno sul da farsi, anche rispetto all’ipotesi di chiedere una proroga a Unipol del termine del 20 luglio che, secondo indiscrezioni di stampa, Giulia Ligresti potrebbe proporre. Il cda, che ha sostenuto l’operazione Unipol, potrebbe delegare – non senza qualche mal di pancia – il direttore generale, Andrea Novarese, a firmare l’esecuzione dell’aumento.
LIMBO SI RISERVA IL DIRITTO DI RECESSO. Intanto il socio Limbo Investment, vale a dire Paolo Ligresti, ha scritto a Premafin, a Unipol, alla Consob e all’Isvap per formulare «sin d’ora ogni più ampia riserva di esercizio del diritto di recesso in sede di fusione» con le società coinvolte nel progetto di integrazione per la Grande Unipol.

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