ASSICURAZIONI

Premafin, Unipol sale all’81%

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Il consiglio boccia la proposta della presidenza di rinviare l'aumento da 400 milioni.

Giulia Ligresti, presidente di Premafin.

Unipol ha eseguito l’aumento di capitale riservato di Premafin. Lo ha detto l’amministratore delegato di Unipol Carlo Cimbri.
Con il versamento di 400 milioni di euro, il gruppo bolognese, dopo 7 mesi di trattative, prende il controllo della holding dei Ligresti salendo all’81% del capitale.
LA FIRMA DI NOVARESE. E’ stato il direttore generale Andrea Novarese e non la presidente Giulia Ligresti a firmare l’esecuzione dell’aumento di capitale riservato a Unipol per conto di Premafin, la holding quotata a cui fanno capo le attività assicurative della galassia Ligresti (Fonsai e Milano Assicurazioni).
Il consiglio d’amministrazione della società di partecipazioni, ormai in aperta rottura con la famiglia, ha respinto la proposta di proroga della scadenza per l’avvio dell’operazione proposta nei giorni socorsi dalla presidente.
RIUNIONE NELLO STUDIO MARCHETTI. Al termine del board, Novarese ha raggiunto l’amministratore delegato di Unipol, Carlo Cimbri, il suo omologo in Fonsai, Emanuele Erbetta, per la firma che deve ufficializzare l’ingresso della compagnia bolognese nel capitale di Premafin.
All’incontro ha partecipato anche il segretario del consiglio di Fonsai e Premafin, Fausto Rapisarda, come garante dell’operazione.
FALLITO IL FENTATIVO DI RINVIO. E’ dunque fallito il tentativo organizzato da Giulia Ligresti per rinviare la ricapitalizzazione di Premafin con una richiesta di proroga a Unipol. A favore della proposta della secondogenita di Salvatore Ligresti hanno votato sono tre consiglieri (Luigi Reale, Danilo Grattoni e Giovanni Maria Conti), secondo quanto viene riferito. La richiesta di proproga è arrivata in contemporanea alla pubblicazione della relazione del consiglio di amministrazione della holding, tra l’altro firmata dalla stessa Giulia Ligresti, che ribadiva la correttezza della delibera dell’assemblea sull’aumento di capitale riservato a Unipol, paventando anche «conseguenze gravissime» per la sopravvivenza della società dalla mancata esecuzione dell’aumento di capitale entro la scadenza del 20 luglio.

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