RIFORMA FORNERO

Primi licenziamenti per motivi economici

La Huawei, società tecnologica, interrompe il rapporto con due dipendenti.

Arrivano i primi licenziamenti per motivi economici in base alla legge Fornero. Lo ha denunciato Giorgio Serao, membro della segreteria nazionale del sindacato Fistel-Cisl (che si occupa di tlc e comunicazioni): il gruppo cinese Huawei Technologies ha licenziato due lavoratori della sede di Roma, appellandosi all’articolo 1, comma 40, della legge numero 92 del 28 giugno 2012, ovvero la cosiddetta riforma Fornero, in vigore dal 18 luglio scorso.
L’AZIENDA: VOGLIAMO RISPARMIARE. Si tratta, stando a quanto spiega Serao, del primo licenziamento per motivi economici. «Si tratta di due lavoratori attivi nelle attività di back office, non quadri. Huawei ha giustificato il provvedimento sostenendo di voler risparmiare», ha spiegato il sindacalista alla Reuters.
UNA SOCIETÀ IN CRESCITA. Serao ha spiegato che «Huawei è una società in crescita, sia come business, sia come livelli occupazionali nel nostro paese. Ha rilevato le attività e i lavoratori del network di Fastweb e non può utilizzare la legge Fornero per sbarazzarsi dei lavoratori indesiderati».
IL SINDACATO PREPARA L’IMPUGNAZIONE. Il licenziamento dei due lavoratori non sarebbe legato a motivi sindacali, dato che, dice Serao, «il sindacato dentro Huawei non c’è, non lo vogliono». Il sindacalista ha preannunciato l’impugnazione dei licenziamenti, considerando la vicenda Huawei «un caso pilota».

Una Risposta a Primi licenziamenti per motivi economici

  1. La Redazione di EconomiaWeb.it

    Risposta ufficiale di Huawei Italia alle dichiarazioni di Giorgio Serao (Fistel-Cisl)

    In relazione alle dichiarazioni rilasciate da Giorgio Serao della Fistel-Cisl a Radiocor, diffuse nelle ultime ore, Huawei Italia precisa quanto segue.

    L’azienda non ha, ad oggi, al contrario di quanto asserisce Serao, comunicato alcun licenziamento alla lavoratrice, avendo semmai avviato la normale procedura di conciliazione prevista dal nuovo art. 7 della legge n. 604/66, finalizzata a favorire la risoluzione consensuale del rapporto e a incentivare l’esodo della lavoratrice.

    Siamo molto sorpresi dalla presa di posizione di Serao in riferimento a singoli casi; riteniamo che la reazione sia incomprensibile trattandosi di una procedura perfettamente legittima, seppur dolorosa, che si inserisce all’interno della riorganizzazione di una singola divisione.

    I toni violenti della dichiarazione di Serao rappresentano una grave rottura rispetto alla relazione costruttiva e serena finora avuta da Huawei con la Fistel-Cisl, come con tutte le altre organizzazioni sindacali.

    L’azienda ribadisce, in ogni caso, la sua disponibilità ad un sereno confronto, su questo e su altri temi, con chiunque si ponga nei suoi riguardi con correttezza e lealtà.

Devi essere loggato per scrivere un commento Login o Registati