Il mercato immobiliare ha dinanzi a sè almeno un anno di stagnazione. È la stima elaborata da Leo Civelli, amministratore delegato di Reag- Real Estate Advisory Group, multinazionale specializzata nelle valutazioni immobiliari, alla luce delle misure adottate dall’esecutivo guidato da Mario Monti per portare in pareggio il bilancio dello Stato entro il 2013.
La casa, infatti, sarà una delle principali voci di entrata, con il ritorno dell’Ici (si chiamerà Imu), che ammonterà al 4 per mille sulla prima casa (con detrazione di 200 euro), al 7 per mille per le altre. Somme da applicare sulle nuove rendite catastali, che verranno rivalutate all’incirca del 60%.
PREZZI IN CALO. Secondo Civelli, il mercato della prima casa sarà l’unico a tenere botta: «In questo settore sarà possibile un calo delle quotazioni fino a un massimo del 5%, considerato che parliamo di un patrimonio non oggetto di trading».
«In ogni caso, per assistere a una ripresa dovremo attendere che si verifichi sia una ripresa dell’economia in generale, sia una riapertura del credito bancario: non prevediamo che questo avverrà prima di 18 mesi».
Secondo l’Istat, in Italia il numero totale dei mutui nel secondo trimestre del 2011, su base annua, è caduto dell’8,1%.
FINE DELL’EFFETTO CEDOLARE SECCA. Peggio dovrebbe andare all’immobiliare inteso come investimento. «Su questo fronte nessuno si sarebbe aspettato un intervento così massiccio, che avrà come effetto la sterilizzazione dell’effetto positivo generato dall’introduzione della cedolare secca», commenta Civelli.
«Difficilmente nei prossimi mesi ci sarà qualcuno disposto ad acquistare un immobile con finalità di ricavarne reddito (affittandolo, ndr): questo porterà a un calo consistente dei prezzi per le seconde case, con tutte le conseguenze negative che è facile intuire sul fronte occupazionale per il settore».
FORTE RISCHIO PER IL TURISTICO. Per l’esperto, in alcune località turistiche la contrazione dei prezzi potrà arrivare anche al 20%. «Si salveranno solo le località di massimo pregio, nelle quali è in crescita la domanda proveniente dai mercati emergenti», conclude. «Per tutti gli altri le previsioni sono fosche».
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