SPESA PUBBLICA

Spending review, Istat a rischio

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L'Istituto nazionale di statistica lancia il suo monito: «Da gennaio niente  più dati macroeconomici, se il governo non ritira i tagli».

Da gennaio l’Istat non potrà più produrre fondamentali dati macro se il governo non ritirerà i tagli decisi per l’Istituto nazionale di statistica nell’ambito della revisione della spesa pubblica, secondo il presidente Enrico Giovannini.  «Dal prossimo primo gennaio non effettueremo più statistiche. Non daremo più dati su inflazione, contabilità, condizione di vita delle famiglie, forza lavoro», ha detto l’ex responsabile statistiche dell’Ocse.
STOP AI DATI MACRO ECONOMICI PER COLPA DEI TAGLI. «Il taglio ai finanziamenti mette l’Istat realmente a rischio. Non penso che il governo e il Parlamento vogliano arrivare a tanto. L’ora delle scelte è da qui a ottobre, quando si farà la Finanziaria». Secondo Giovannini le risorse destinate all’Istat scenderanno nel 2013 a 150-160 milioni dai 176 milioni del 2011, la metà di quelle francesi e un terzo dei paesi nordici.
FINANZIAMENTI, PERSI 29 MILIONI IN 3 ANNI. «La legge di stabilità di novembre ci ha tolto 29 milioni in tre anni. E ora la spending review altri 3 milioni l’anno. Andiamo verso un buco di 20 milioni. Insostenibile». Avvicinato a margine di un’audizione al Senato, il neo ministro dell’Economia Vittorio Grilli, artefice del decreto sulla revisione della spesa approvato dal governo a inizio mese, ha preferito non fare commenti: «Non ho letto queste dichiarazioni, non posso commentare». Il 70% della produzione dell’Istat deriva da obblighi presi con l’Unione europea, ha osservato ancora Giovannini e con il blocco delle statistiche, «scatterà il tassametro Ue: multe salatissime sul Paese per ogni giorno di ritardo».

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