AUTOMOBILI

Termini Imerese, Passera concede 15 giorni

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Dopo le proteste, il ministro dello Sviluppo economico ha dato tempo due settimane a Di Risio per confermare i piani di rilancio.

Il tavolo su Termini Imerese ci sarà. Ma fra 15 giorni. Questo è il termine che il ministero dello sviluppo economico ha deciso di concedere a Dr Motor per dimostrare la consistenza dei piani e dei progetti presentati per il rilancio del sito industriale ex Fiat nella cittadina siciliana.
La notizia arriva al termine di una giornata caratterizzata da nuove proteste e momenti di tensione cominciata, come ha raccontato a Economiaweb.it   Roberto Mastrosimone, segretario provinciale Fiom nel capoluogo siciliano con l’«occupazione della stazione ferroviaria di Termini Imerese e un presidio alla sede della Banca d’Italia di Palermo».

Gli ex dipendenti Fiat, il 17 maggio, si sono alzati presto per andare in treno fino al centro panormita e sfilare su via Roma. Invece, le Ferrovie non hanno fatto partire il convoglio e non hanno accettato la proposta del ticket cumulativo avanzata dai sindacati.
Fs pretendeva un biglietto individuale per ogni passeggero e a quel punto è deflagrata la rabbia degli operai da mesi in cassa integrazione, per i quali è diventato caro anche pagarsi il breve viaggio da Termini a Palermo.
«Domani adotteremo qualche altra forma di protesta», aggiunge Mastrosimone. «Quale? Non lo so ancora, lo decidiamo in modo estemporaneo».
Le banche non sbloccano i finanziamenti a Massimo Di Risio (Dr Motor), la riconversione del sito Fiat sembra ferma a un punto morto e intanto cresce l’esasperazione dei circa 2.100 addetti tra azienda e indotto.
DALL’OCCUPAZIONE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE A QUELLA DELL’UNICREDIT. Termini è una polveriera circondata da diverse micce accese. Dal Movimento 5 Stelle (che pure al Sud non ha attecchito) al ribellismo anti-sistema dei «Forconi». E la lotta degli operai siciliani è seguita con simpatia anche negli ambienti dell’autonomia del Nord: per esempio all’interno del centro sociale autogestito di
Askatasuna, a Torino.
Nel giorni scorsi c’erano già state le occupazioni, tra Termini e Palermo, di banche (Unicredit in testa),sedi dell’Agenzia delle entrate e della società di riscossione Serit. Senza dimenticare l’assedio alla centralissima Villa Malfitano, sempre a Palermo, presso cui si stava svolgendo in quel momento un convegno organizzato dalla Regione.
LA PROTESTA SICILIANA POTREBBE PRESTO SALDARSI CON QUELLA DI IRISBUS.  Ma come se non bastasse il processo di riconversione inceppato, ad accendere gli animi contribuisce pure la querelle «esodati»: il decreto ad hoc in via di definizione al ministero del Welfare, infatti, non copre le posizioni di circa 600 tra i lavoratori ex Fiat di Termini. E infine non va dimenticato che la cassa integrazione scade già il prossimo dicembre.
Mastrosimone al telefono non lo ammette. Ma la protesta siciliana potrebbe presto saldarsi con quella della Irisbus di Avellino. E pare che la Fiom stia per mettere a punto, già nelle prossime ore o nei prossimi giorni, una qualche dimostrazione che saldi le agitazioni operaie per le due dismissioni del Lingotto.
Secondo indiscrezioni raccolte da
Economiaweb.it, tra l’altro, oltre all’assalto dei cinesi ci sarebbe anche l’interessamento di Evobus (Daimler-Mercedes) per lo stabilimento irpino di Flumeri.
Ad oggi, comunque, non si è vista alcuna mossa concreta e l’angoscia dei lavoratori è ormai insopportabile.
DI RISIO ASPETTA 90 MILIONI E CERCA UN PARTNER. Tornando allo stabilimento ex Fiat di Termini, l’affaire banche-Di Risio gira intorno ai 90 milioni chiesti dall’imprenditore molisano e ancora non sbloccati dal pool di istituti guidati da Unicredit (la cordata comprende Intesa e Mps).
Questi ultimi vogliono precise garanzie sugli investimenti e la stabilità aziendale, quindi Di Risio deve affrettarsi a trovare un socio con risorse fresche, al quale andrebbe il 15% del capitale.
È vero, infatti, che ci sono i 178 milioni messi a disposizione dal governatore siciliano Raffaele Lombardo per la riconversione del sito industriale, tuttavia l’operazione vale complessivamente 340milioni e il gruppo Dr Motor (peraltro zavorrato da circa 60milioni di debiti verso banche e fornitori) non sembra in grado di raggiungere l’obiettivo in solitudine.
NEL SITO DI MACCHIA D’ISERNIA, DR METTE IN CASSA 50 DIPENDENTI.Come se non bastasse, nel sito produttivo Dr di Macchia d’Isernia, in Molise, è scattata intanto la cassa integrazione a rotazione per circa 50 dei 130 addetti. Dunque la produzione d’auto è crollata a circa 150 unità al mese. Morale? Piove sul bagnato.

Corrado Passera, ministro dello Sviluppo economico


A questo punto la Fiom chiede con forza al ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera un tavolo urgente.
DOPO L’INCONTRO AL MINISTERO, 15 GIORNI PER DI RISIO. La risposta non ha tardato ad arrivare. Passera, nella serata del 17 maggio ha incontrato i rappresentanti della Regione Sicilia e, successivamente, i vertici dei sindacati nazionali per fare il punto sullo stato di attuazione del progetto di riconversione industriale. Al termine, il ministro ha deciso di concedere quindici giorni a Dr Motor per presentare le necessarie garanzie finanziarie per Termini Imerese. Nel corso della riunione, Passera ha comunicato che Invitalia, advisor del Mise, ha inviato alla società Dr Motor Company Spa (soggetto attuatore del progetto di conversione di Termini Imerese) una richiesta improrogabile di chiarimenti, entro massimo 15 giorni, per avere conferma da parte della stessa Dr Motor di essere in grado di rispettare gli impegni assunti nel luglio scorso. La solidità aziendale e la disponibilità a immettere capitale nel nuovo progetto rappresentano infatti il requisito indispensabile per poter accedere alle ingenti risorse pubbliche nazionali e regionali messe a disposizione per la realizzazione del progetto di rilancio di Termini Imerese. Alla scadenza dei 15 giorni, il Ministero dello Sviluppo Economico convocherà nuovamente il tavolo su Termini Imerese per prendere atto delle risultanze.

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