REAL ESTATE

Un patto tra l’immobiliare e le banche

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La proposta arriva dalla fiera di settore Eire, per fare ripartire un comparto penalizzato da cinque anni di crisi profonda.

Il settore immobiliare e quello delle costruzioni cercano un’alleanza con il mondo bancario e con la politica, per far ripartire un’industria decimata da cinque anni di crisi ma cruciale per la crescita dell’intero paese. Il messaggio è stato lanciato il 5 giugno al convegno inaugurale di Eire, la fiera annuale del real estate, da Assoimmobiliare e Ance davanti a rappresentanti del parlamento e dell’associazione delle banche italiane.
LETTERA DI INTENTI TRA ABI E ASSOIMMOBILIARE. Non a caso, in una manifestazione che ogni anno diventa più piccola rispetto ai fasti del 2006, è stata annunciata in questa occasione la firma di una lettera di intenti tra Assoimmobiliare e Abi per migliorare il dialogo, spesso difficile, tra imprese del real estate e istituti di credito.
MAZZOCCO: SERVONO MODELLI DI DIALOGO CON LE BANCHE. «Abbiamo bisogno di nuovi modelli di dialogo con le banche, che per noi non sono mai state simpaticissime né particolarmente buone, e ora sono anche strette dalle difficoltà della congiuntura internazionale e delle regole dell’Eba», ha detto Aldo Mazzocco, amministratore delegato di Beni Stabili, in qualità di presidente di Assoimmobiliare. In particolare, ha detto, bisogna far sì che gli istituti riescano a riconoscere i buoni progetti e le buone imprese da finanziare.
Un invito raccolto dal direttore generale dell’Abi che ha difeso la categoria, oggetto spesso di attacchi e «giudizi sbagliati»e che ha auspicato «un percorso comune che le banche vogliono portare avanti con convinzione».
BUZZETTI: LA CRISI HA BRUCIATO 380MILA POSTI. Il tema del credito è stato sollevato anche dal presidente dei costruttori edili (Ance) Paolo Buzzetti, che ha ricordato come da inizio crisi siano stati persi nel settore 380mila posti di lavoro, si siano dimezzati gli investimenti pubblici e siano calati di oltre il 40% quelli privati. «Il credito è la nostra benzina. Non è un’accusa, ma in attesa dell’Europa dobbiamo trovare un meccanismo per dare ossigeno al settore, anche perché altrimenti non riusciranno a partire neppure i piani di rilancio proposti dal governo», ha dichiarato Buzzetti, citando l’ipotesi di un fondo di garanzia per gli investimenti delle banche.
La riqualificazione del patrimonio immobiliare, a partire da quello pubblico, è la chiave di volta per il rilancio del settore e dell’economia nazionale. Ne sono convinti Mazzocco e Buzzetti, il quale ha parlato della «manutenzione dell’esistente» come della maggiore infrastruttura del Paese. Grande attesa c’è in questo senso per il “piano città” su cui il governo è al lavoro insieme a comuni e associazioni d’impresa, mentre ha destato unanime sconforto il recentissimo stop alla gara per la dismissione delle caserme.
PROPOSTA UNA NUOVA LEGGE URBANISTICA NAZIONALE. Aldo Mazzocco (che ha letto una lettera di Corrado Passera in cui il ministro si impegna ad agire senza ritardi a sostegno del settore) ha ricordato di aver proposto come associazione una nuova legge urbanistica nazionale che non tolga autonomia alle regioni, ma parta almeno da un glossario nazionale in cui i termini tecnici abbiano lo stesso significato in ogni angolo del paese e da una unità di scopo (il miglioramento della qualità del territorio) che dovrebbe valere da Bolzano a Palermo.
LUPI:  SERVE UN PATTO CHE VINCOLI I PARTITI.L’unico politico intervenuto, il vicepresidente della Camera Maurizio Lupi, ha detto che l’unica strada realistica potrebbe essere un «patto che vincoli i partiti, che oggi sostengono il governo Monti e che domani saranno concorrenti, su una legge di principi per il governo del territorio da approvare all’indomani delle elezioni». Perché, ha sottolineato, tra dieci mesi si andrà al voto e chiunque vinca dovrebbe essere già pronto a varare un testo che recepisca le proposte delle associazioni di categoria, tutte imperniate su principi «condivisibili e necessari come la semplificazione, la salvaguardia del territorio, la trasparenza e la sussidiarietà».

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Una Risposta a Un patto tra l’immobiliare e le banche

  1. cruciano

    la crisi immobiliare ha lasciato senza ossigeno chi ha creduto nel propio lavoro, intere imprese che operano nel settore sono tutte penalizzate dalla mancanza di liqudità, quindi sono a sofferenza e così tutte le famiglie, credo che il governo nazionale debba provvedere a ridare ossigeno alle imprese così come alle famiglie restituendo il potere d’acquisto che è stato tolto, sappiate che senza di esso non vi sarà mai una ripresa economica, la politica nazionale e quella europea deve fondersi in un’unica filosofia di vita, aiutiamoci a vicenda per migliorare il nostro presente, diamo a l’uomo l’essenza di vivere umanamente è moralmente una vita degna .

    ho impegnato garanzie per investire nel mio futuro,ma il futuro mi è stato cancellato

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