COMUNICAZIONE

Upa, nel 2012 a rischio 700 milioni

di
Gli investimenti pubblicitari vanno incontro a un calo del 7,5%. Solo Internet è in controtendenza (+12%). Sassoli: «Riformare la Rai».

Lorenzo Sassoli Da Bianchi, presidente dell'Upa

Investimenti pubblicitari 2012 in calo del 7,5%. Il clima, il 4 luglio, al teatro Strehler durante la prima giornata del summit internazionale sulla comunicazione dell’UPA (associazione di riferimento per tutte le più importanti imprese che investono in pubblicità nel nostro Paese) non era dei miglioi.
«La favola è finita, anche se ce lo siano nascosti per troppo tempo, e in tempi difficili occorrono pensieri e voci forti», ha detto il presidente dell’UPA Lorenzo Sassoli de Bianchi in apertura del suo discorso introduttivo.
«In questa platea (400 gli intervenuti, ndr) oggi ci sono i diretti rappresentanti del 90% degli investimenti in comunicazione (16 miliardi all’anno). E sappiamo che gli investimenti pubblicitari costituiscono il propulsore del 15% del nostro PIL (prodotti interno lordo, ndr)», ha proseguito Sassoli.
IL TROPPO RIGORE, HA DETTO SASSOLI, PUO’ INTOSSICARE. «Troppo rigore può essere una terapia che, invece di guarire, intossica» ha ammonito Sassoli de Bianchi. «La crescita, per chi investe in pubblicità significa azione immediata, efficace, creativa. Allora perché non investire nelle nuove imprese pensate e guidate da giovani che operano in settori all’avanguardia?».
Secondo Sassoli de Bianchi, «in Italia servono almeno i famosi 800 milioni persi nella penombra dei ministeri per portare l’Adsl a quelle 400.000 aziende che ne sono ancora sprovviste. La banda larga spronerebbe il progresso tecnologico e la produttività nel settore dei servizi».
NECESSARIA UNA RIFORMA DELLA GOVERNANCE PER LA RAI. Nella relazione del presidente, l’altro tema urgente resta quello della Rai: «La Rai è, ancor oggi, la maggior industria culturale del Paese. Per rafforzare il suo ruolo di servizio pubblico è necessaria una riforma che le assicuri un nuovo meccanismo di governance e una piena autonomia. La Rai deve restare pubblica, svincolarsi dalla patologica ingerenza politica e giustificare il canone con una rete senza pubblicità».
NEL 2012 SI PERDONO 700 MILIONI DI INVESTIMENTI PUBBLICITARI. Il presidente Sassoli de Bianchi ha infine illustrato le previsioni sugli investimenti pubblicitari per il 2012: «Per fine anno dovremmo assistere a un calo complessivo del 7,5%. Il 2011 si era chiuso con una cifra di circa 9 milardi, quest’anno verranno a mancare 6-700 milioni. Il web dovrebbe crescere del 12%, la radio chiudere a -5%, la tv a -8%, i quotidiani a -11%, i periodici a -13%, l’outdoor a -15%, il cinema a -25%. Tra i settori in calo, l’alimentare (retto dalle multinazionali che preferiscono investire all’estero), ma anche le telecomunicazioni. Regge il settore auto, grazie al lancio di nuovi modelli, e anche quello finanziario».
SORRELL: PUNTARE SULLA RETE. IL 19% DEL NOSTRO BUDGET VA A INTERNET. A credere fortemente nelle potenzialità del web e delle nuove tecnologie è Martin Sorrell, amministratore delegato della Wpp: «È necessario cambiare le strutture e le leadership in modo marcato, investire sui nuovi talenti e aprirsi alla rete e al digitale. Investiamo al momento il 19% del nostro budget su internet. Google resta la struttura con le prospettive migliori, rispondendo anche a funzioni di display, video, social e lavorando sui dispositivi mobili. Nel 2011 abbiamo speso su Google 1,6 miliardi del budget, mentre è di 2 miliardi la stima nei primi 5 mesi del 2012».

Devi essere loggato per scrivere un commento Login o Registati